Allarme tra i sedili poco prima dell’atterraggio a Punta Raisi
Momenti di agitazione a bordo di un aereo decollato da Lampedusa e diretto all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo. Durante la fase finale del tragitto, i passeggeri hanno segnalato la presenza di un piccolo rettile all’interno della cabina.
Subito dopo il contatto con la pista dello scalo palermitano, sono saliti a bordo i militari della locale stazione carabinieri insieme agli specialisti del distaccamento forestale Cites di Punta Raisi. Il personale ha catturato l’animale, mettendolo immediatamente in sicurezza.
Un esemplare rarissimo: vive solo a Lampedusa
I primi rilievi biologici hanno ricondotto l’esemplare al genere Macroprotodon, identificandolo come un colubro dal cappuccio (Macroprotodon cf. cucullatus).
Si tratta di un animale di straordinario interesse scientifico e biogeografico. L’isola di Lampedusa costituisce infatti l’unico territorio dell’intero continente europeo in cui questa specie è naturalmente presente.
Abitudini notturne e habitat roccioso
Questo serpente di taglia ridotta si adatta principalmente ad ambienti caldi, rocciosi e aridi, tipici della macchia mediterranea e delle aree con vegetazione xerofila.
Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, oltre a uno stile di vita particolarmente elusivo che ne rende gli avvistamenti sul campo estremamente rari.
Aperta un’indagine: il rettile tornerà sull’isola
I carabinieri hanno avviato verifiche per determinare le dinamiche dell’episodio. L’obiettivo degli inquirenti è chiarire se l’animale sia salito accidentalmente a bordo o se sia stato prelevato intenzionalmente da qualcuno in violazione delle norme a tutela della fauna selvatica.
Il rettile è stato affidato alla custodia temporanea di un erpetologo e docente dell’Università degli Studi di Palermo. Dopo i controlli veterinari e il periodo di osservazione, il colubro verrà trasferito di nuovo a Lampedusa per la liberazione nel suo habitat originario.

