Auto elettriche, chi va tenuto d’occhio nella corsa dei costruttori cinesi in Europa
I costruttori cinesi stanno accelerando sui mercati europei condividendo piattaforme, microchip proprietari e intelligenza artificiale sviluppata in casa.
I quattro principali gruppi per immatricolazioni nell’area Ue, Regno Unito ed Efta — Saic, BYD, Chery e Geely — puntano con decisione all’espansione estera. La spinta verso l’Europa serve anche ad assorbire la sovraccapacità produttiva interna, causata da un calo del 20% del mercato locale e da una dura guerra sui listini.
Margini ridotti e bilanci sotto stress
I conti dei produttori cinesi riflettono le tensioni del mercato domestico. Xpeng ha raddoppiato la perdita netta nel secondo trimestre del 2026, mentre Avatr, joint venture tra Changan e Huawei, ha accumulato quasi 2 miliardi di dollari di passivo in quattro anni prima dell’Ipo a Hong Kong.
I dati della Fortune Global 500 evidenziano margini operativi contenuti per quasi tutti i grandi marchi. Gac e la holding Geely hanno registrato valori negativi, Baic si trova a quota zero, mentre Dongfeng, Saic e Faw restano con margini inferiori al 2%.
BYD si difende con un margine del 4,1%, posizionandosi al 91° posto globale come unico gruppo automobilistico cinese nella top 100. Chery registra invece una redditività del 6,3%, pur segnando una flessione del 12% negli utili semestrali a causa dei tassi di cambio.

La manovra industriale di Geely
Nonostante i margini compressi, Geely si distingue per un piano di radicamento rapido ed efficace, confermato dal presidente An Conghui. Il gruppo controlla un portafoglio che include Zeekr, Lynk & Co, Volvo, Smart, Polestar, Lotus e LEVC.
La rete di alleanze con i marchi occidentali
Geely ha chiuso un’intesa con Ford in Spagna per produrre vetture e fornire una propria piattaforma tecnologica, aprendo canali verso il mercato nordamericano. L’operazione ricalca l’accordo con Renault per la produzione di veicoli in Brasile e Corea del Sud, oltre alla joint venture Horse sui motori.
La presenza industriale europea di Geely si appoggia anche alle fabbriche svedesi di Volvo, impiegate per assemblare i modelli Zeekr, oltre a una partecipazione rilevante nel capitale di Mercedes.
Rispetto a rivali come Chery, che conta su un unico impianto in Spagna, Saic che punta sulla Galizia o BYD che costruisce in Ungheria, la rete produttiva già operativa garantisce al gruppo un vantaggio immediato.


