Volodymyr Zelensky e la first lady Olena Zelenska.
Una scorta statale permanente destinata ai familiari stretti del capo dello Stato, valida anche oltre il termine del suo mandato. È il cardine del disegno di legge numero 16009, depositato alla Verkhovna Rada ucraina il 2 settembre per riformare i protocolli di sicurezza nazionale durante la legge marziale.
Il provvedimento porta la firma principale del deputato Roman Kostenko. La relazione tecnica giustifica l’intervento con l’impennata del livello di minaccia rivolto verso la dirigenza politica e militare del Paese sotto attacco russo.
La clausola sui familiari e l’esclusione di Yanukovych
Il testo garantisce tutela fisica sul territorio ucraino a chi vive stabilmente con il presidente o lo accompagna regolarmente. Benché Volodymyr Zelensky non compaia nominativamente nei commi, la misura è modellata sul contesto bellico attuale.
Il beneficio decade in un caso specifico: la rimozione del capo dello Stato mediante procedura di impeachment. La norma considera il rischio concreto di rappresaglie, tentativi di omicidio o pressioni condotte dai servizi speciali di Mosca.
La retroattività al 2014
Il ddl inserisce una tutela legata alla cosiddetta “Guerra per l’Indipendenza dell’Ucraina”, la cui decorrenza è stata fissata al 19 febbraio 2014, nei giorni della rivoluzione di Maidan.
Anche per gli eventi di quel periodo scatta lo scudo a vita per i parenti, a patto che il presidente in carica non sia stato rimosso o dichiarato colpevole di auto-allontanamento dalle funzioni. Il riferimento esclude implicitamente l’ex presidente filorusso Viktor Yanukovych, fuggito in Russia nel febbraio 2014.
Dai vertici militari al raddoppio delle guardie statali
Le tutele rafforzate coinvolgono figure operative di primo piano: il Comandante in capo delle Forze armate, il Capo di Stato Maggiore, il ministro dell’Interno e i vertici dei servizi segreti civili e militari.
Tra i destinatari diretti figura Oleksandr Poklad, capo del Servizio di sicurezza (Sbu), uscito illeso da un attacco con drone kamikaze che ha colpito la sede centrale dei servizi a Kiev.
Per sostenere l’ampliamento del dispositivo, il disegno di legge dispone una crescita netta dell’Ufficio per la protezione statale dell’Ucraina: il contingente passerà dagli attuali 2.993 effettivi a 5.500 agenti.


