L’influenza politica di Roberto Vannacci continua a produrre scosse all’interno del comparto militare. Diversi quadri delle forze armate vicini al congedo guardano con interesse crescente al progetto dell’ex generale della Folgore.
Ai vertici del Ministero della Difesa la questione è seguita con estrema attenzione. Il timore concreto riguarda la nascita di una rete organizzata di ex alti ufficiali pronta a trasformarsi in una corrente o in una vera forza autonoma.
Il richiamo dell’eurodeputato tra le fila delle forze armate
L’elezione al Parlamento europeo ha dato a Vannacci una piattaforma di visibilità nazionale e internazionale. Il consenso raccolto alle urne ha dimostrato la presa del suo messaggio sui settori conservatori e su parte dell’elettorato in divisa.
I contatti tra l’europarlamentare e colleghi in uscita dal servizio attivo si moltiplicano. Si tratta di figure con decenni di esperienza operativa e gestionale, spesso deluse dalle attuali dinamiche interne ai corpi d’appartenenza.
Il peso degli ufficiali a riposo
Chi lascia la carriera militare non è più vincolato ai rigidi obblighi di neutralità che regolano il servizio attivo. Questa condizione garantisce piena libertà di associazione e di espressione politica.
- Ufficiali superiori e sottufficiali con reti di relazioni consolidate sul territorio.
- Competenze tecniche in settori strategici come sicurezza, logistica e intelligence.
- Capacità di mobilitare associazioni d’arma e circoli locali.
I timori dei vertici di via XX Settembre
Al ministero guidato da Guido Crosetto si guarda con diffidenza a ogni tentativo di politicizzare la componente militare, anche quando si tratta di personale in pensione. La tradizione repubblicana impone la massima estraneità delle forze armate dalle contese di partito.
La prospettiva che una componente delle stellette possa fare da sponda strutturata a un singolo esponente rompe gli equilibri consolidati. Il rischio percepito è quello di un fronte compatto capace di condizionare il dibattito su bilanci, nomine e scelte strategiche della Difesa.
La partita resta aperta sul piano delle intenzioni concrete di Vannacci, diviso tra la permanenza negli equilibri della Lega e la costruzione di un movimento indipendente fondato sulla propria base di fedelissimi.

