Bozza Ue sulla casa: stop a seconde case e acquisti se i prezzi superano di 8 volte i redditi

Bozza Ue sulla casa: stop a seconde case e acquisti se i prezzi superano di 8 volte i redditi
Bozza Ue sulla casa: stop a seconde case e acquisti se i prezzi superano di 8 volte i redditi

La Commissione Europea sta preparando una stretta contro il caro-alloggi nei centri urbani. La nuova bozza legislativa, denominata Affordable Housing Act, concede ai sindaci poteri inediti per limitare il mercato immobiliare e arginare l’overtourism.

Antonio Piccirilli
Antonio Piccirilli

I parametri dello “stress abitativo”

Il testo individua specifiche zone urbane definite sotto “stress abitativo”. La classificazione scatta nei territori in cui il costo degli immobili supera di almeno 8 volte il reddito medio dei residenti e dove i prezzi di vendita sono aumentati costantemente nell’arco dell’ultimo decennio.

All’interno di queste aree, le amministrazioni comunali avranno la facoltà di imporre tetti numerici e restrizioni severe alle licenze per gli affitti brevi. La regolamentazione non toccherà chi concede in locazione la propria abitazione principale, ma prenderà di mira le seconde case.

Il blocco alle compravendite

La misura più discussa riguarda la possibilità di intervenire direttamente sui contratti di acquisto. Il regolamento autorizza gli enti locali ad adottare “misure che limitano l’acquisizione o l’uso di terreni e immobili residenziali che non sono acquistati o utilizzati a scopo di residenza principale”.

I Comuni potranno quindi vietare per legge la compravendita di immobili destinati a utilizzi diversi dalla prima casa, impedendo l’accesso a investitori e fondi immobiliari nelle aree con criticità abitative accertate.

La protesta del centrodestra e dei proprietari

La proposta ha innescato un acceso scontro politico tra i sostenitori del libero mercato. Il deputato e segretario del Partito liberaldemocratico Luigi Marattin ha contestato aspramente l’impostazione del documento comunitario.

Marattin contro la bozza di regolamento Ue sugli affitti brevi
Marattin contro la bozza di regolamento Ue sugli affitti brevi

Secondo Marattin, concedere alle amministrazioni il potere di decidere le finalità d’uso e vietare le transazioni immobiliari equivale a creare norme da “Unione Sovietica allo stato puro”, destinate ad alimentare il sentimento anti-europeo.

Sulla stessa linea si è espresso Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, mettendo in guardia contro il rischio di compromettere garanzie costituzionali radicate.

Il post di Giorgio Spaziani Testa
Il post di Giorgio Spaziani Testa

Spaziani Testa ha chiarito che il tema centrale riguarda la difesa della libertà economica e del diritto di proprietà rispetto a modelli simili al vecchio equo canone.

Critiche sono arrivate anche da Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, che giudica l’intervento come un ulteriore tassello nella compressione della libertà contrattuale e delle prerogative dei proprietari.

La posizione favorevole di Federalberghi

Di segno opposto è la reazione del settore alberghiero, che chiede da tempo regole stringenti sulle piattaforme turistiche extra-alberghiere. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha accolto positivamente l’iniziativa di Bruxelles.

Bocca ha evidenziato come l’intervento europeo fornisca finalmente uno strumento giuridico utile a tutelare la qualità della vita nei centri storici soffocati dalle locazioni turistiche.

Per il rappresentante degli albergatori, i piccoli borghi italiani resteranno esclusi da questi vincoli, concentrando le limitazioni esclusivamente sulle grandi città ad alta pressione turistica.

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