Raccontare la violenza di genere attraverso i registri del grottesco è una scommessa complessa. Serpenti, l’opera firmata da Roberto De Paolis Maino, affronta questa sfida arrivando nelle sale italiane il 10 settembre 2024, dopo l’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venezia Spotlight.
Il progetto, distribuito da Be Water Film con Europictures, sceglie un percorso narrativo inconsueto per il panorama cinematografico italiano contemporaneo.
La burocrazia contro la confessione di un delitto
La premessa poggia su un paradosso immediato: un uomo toglie la vita alla moglie e si reca al commissariato per costituirsi. La macchina burocratica e giudiziaria italiana, però, frappone ostacoli imprevedibili che sembrano quasi impedirgli di farsi arrestare.
Attorno a questo nodo centrale, la sceneggiatura mette a fuoco temi drammatici come l’individualismo diffuso, il rimorso e l’incapacità collettiva di comprendere appieno la gravità del crimine. La narrazione procede con un taglio tagliente, bilanciando una vis comica e la tragedia di fondo senza banalizzare i fatti.
Il paradosso come strumento di denuncia
L’ironia nei dialoghi e la sequenza di situazioni al limite dell’assurdo non attutiscono la critica sociale, ma ne amplificano la portata. La violenza emerge con nettezza proprio dallo stridore tra la leggerezza del tono e l’atrocità dell’evento scatenante.
La scelta di toccare il femminicidio tramite sfumature comiche si trasforma in un’angolazione narrativa diretta, lontana dai canoni del dramma convenzionale.
Un cast corale tra volti noti e ruoli spiazzanti
Il comparto attoriale sostiene il ritmo serrato dell’opera. Alessandro Borghi sperimenta un registro comico, Pietro Castellitto interpreta un avvocato cinico e impacciato, mentre Valeria Golino veste i panni inconsueti di una cartomante dedita all’oroscopo. Al centro di tutta la vicenda resta comunque Leonardo Lidi, protagonista principale del film.
La pellicola riduce lo spazio scenico a pochi ambienti chiave: un’abitazione privata, il commissariato, un bancone di un bar, l’interno di un autobus. La struttura poggia interamente sulla scrittura ideata da Roberto De Paolis Maino insieme ai fratelli D’Innocenzo.

