Da quasi un anno Sigfrido Ranucci attraversa i teatri italiani per mostrare una dimensione professionale e privata rimasta a lungo lontana dalle telecamere. Il palcoscenico è diventato il luogo in cui ripercorrere le indagini più complesse e rispondere alle discussioni nate attorno al suo percorso televisivo.
Due ore di monologo con la voce di Stella Gasparri
L’opera si intitola “Diario di un trapezista”, una pièce autobiografica scritta e interpretata dallo stesso giornalista. Lo spettacolo dura circa due ore e si avvale del contributo dell’attrice Stella Gasparri, presente con una voce fuori campo.
Nel corso della serata emergono le tappe salienti dell’attività sul campo, i momenti critici affrontati durante le inchieste e i rischi corsi in prima persona. Il racconto mette a fuoco le dinamiche interne al giornalismo investigativo, lontano dai filtri dello studio televisivo.
L’eredità di Roberto Morrione
Il titolo scelto per l’opera riprende un insegnamento diretto di Roberto Morrione, storico cronista Rai e fondatore di Rainews 24. L’esortazione indicava chiaramente la necessità di muoversi continuamente per non farsi colpire: “Quando diventi l’obiettivo di qualcuno, salta sul prossimo trapezio. Così sarà più difficile prenderti”.
La metafora descrive la condizione di chi lavora regolarmente su notizie scomode, sospeso a vuoto tra uno scoop e le pressioni esterne.
Dal teatro al dibattito politico
Le serate nei teatri sono diventate anche un momento di confronto con l’attualità politica e sociale. Davanti al pubblico in sala, Ranucci interviene direttamente sulle polemiche legate alla gestione editoriale e all’addio alla conduzione di Report.
La visibilità del tour ha attirato l’attenzione anche dei rilevamenti d’opinione, inserendo la figura del giornalista all’interno di recenti sondaggi politici sul gradimento pubblico.

