John Malkovich ha 72 anni, due candidature all’Oscar e nessuna intenzione di fermarsi. Durante la conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia ha chiarito la sua posizione: «Ho fatto e ho sempre fatto quello che mi piace nella mia vita e conto di continuare a farlo. Non voglio smettere, non voglio andare in pensione».
L’attore ha liquidato ogni speculazione su una possibile corsa ai premi, concentrando l’attenzione sul cast e sul regista. L’occasione è il debutto in concorso a Venezia 83 di Wild Horse Nine, nuova opera firmata da Martin McDonagh.
La trama tra Cile e Isola di Pasqua
Ambientato poco prima del golpe cileno del 1973, il film segue due agenti della CIA interpretati da John Malkovich e Sam Rockwell, spediti sull’Isola di Pasqua. Il cast comprende anche Parker Posey, Steve Buscemi, la cilena Mariana Di Girolamo e l’argentina Ailín Salas nei panni di due studentesse.
Malkovich ha spiegato i motivi che lo hanno convinto ad accettare la parte: «Come tutti gli attori, scelgo in base a ciò che non ho ancora fatto. Mi è piaciuto il fatto che fossero due mascalzoni che non hanno veramente idea di far parte di quello di cui fanno parte e che si trovano in un contesto di democrazia destabilizzata».
La critica alle operazioni segrete della CIA
Il nodo centrale dell’opera tocca direttamente le responsabilità storiche dei servizi segreti americani. Martin McDonagh ha ribadito la necessità di indagare il passato dell’intelligence.

«Sono sempre stato interessato alla verità su quello che hanno fatto gli agenti della CIA negli ultimi decenni», ha dichiarato il regista. «La Baia dei Porci, il Guatemala e molte altre cose. Sappiamo molto del KGB, ma non mettiamo in discussione la CIA quanto dovremmo. Quando si parla dell’autorità, io cerco sempre di metterla in discussione».
Rockwell ha accostato la dinamica del film ai gangster movie, dove i protagonisti si muovono dentro meccanismi di potere enormi che ne evidenziano le contraddizioni interne.
Il parallelo con la geopolitica contemporanea
Pur essendo ambientato nel 1973, il film assume una valenza attuale. «Guardandolo adesso sembra anche una riflessione sulla situazione geopolitica contemporanea», ha osservato McDonagh. «Negli anni Settanta almeno queste persone avevano l’intelligenza di mantenere segreto quello che facevano, e anche la loro stupidità. Oggi non si cerca neanche più di nascondere».
Le riprese si sono svolte a stretto contatto con la popolazione dell’Isola di Pasqua. Il cast ha evidenziato il rispetto per i luoghi e per le statue sacre, definendo la lavorazione sul posto una delle esperienze più significative della produzione.

