Stop diesel Euro 5 dal 1° ottobre: l’Emilia-Romagna valuta HVO e Move-In per evitare il blocco
La Regione Emilia-Romagna sta esaminando soluzioni alternative per scongiurare il blocco totale della circolazione per i veicoli diesel Euro 5, programmato a partire dal 1° ottobre. Al centro del piano vi sono il sistema di monitoraggio chilometrico Move-In e l’utilizzo del biocarburante vegetale HVO.

Pietro Vignali di Forza Italia e Marta Evangelisti di Fratelli d’Italia.
L’ipotesi di una deroga strutturata ha aperto un acceso confronto politico in Assemblea legislativa, dove le opposizioni chiedono risposte precise su tempi e modalità applicative.
Le interrogazioni alla Giunta regionale
Pietro Vignali, presidente del gruppo Forza Italia, ha presentato un’interrogazione indirizzata alla Giunta guidata da Michele De Pascale. L’atto punta a chiarire l’impatto economico e pratico che le misure compensative avranno su lavoratori, artigiani e famiglie.
Anche Marta Evangelisti, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, ha depositato un atto ispettivo per sollecitare sostegni economici diretti destinati alle categorie produttive e ai cittadini soggetti alle restrizioni previste dal quadro normativo regionale REFIT.
Le criticità aperte su HVO e tetto chilometrico
Sul fronte dei biocarburanti restano da chiarire i differenziali di costo dell’HVO rispetto al gasolio standard, l’effettiva compatibilità meccanica dell’intero parco auto circolante e i sistemi di verifica sui rifornimenti.


Auto Euro 5 alimentate a gasolio a rischio limitazioni della circolazione.
Il meccanismo Move-In presenta invece vincoli logistici per i residenti dell’hinterland. Chi percorre quotidianamente lunghe distanze tra le aree periferiche e i capoluoghi, ad esempio lungo la tratta Casalecchio-Bologna, rischierebbe di esaurire rapidamente la quota annuale di chilometri concessi.
Il precedente del Piano Aria in Piemonte
Il dibattito emiliano guarda all’esperienza del Piemonte presieduto da Alberto Cirio, che ha aggiornato a fine luglio il Piano regionale di qualità dell’aria (PRQA) evitando il divieto generalizzato per i diesel Euro 5.
Il modello piemontese ha scelto di compensare i livelli emissivi intervenendo sulla modernizzazione degli impianti di riscaldamento civile, sull’efficienza energetica degli immobili e sulla riduzione dell’ammoniaca e delle polveri generate dal comparto agricolo e zootecnico.
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