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Addio ad Alan Jones: è morto a 80 anni il primo storico campione del mondo della Williams, tra fattorie, tv e una vita senza mezze misure
Alan Jones si è spento all’età di 80 anni dopo una breve malattia, lasciando un vuoto incolmabile nella storia dell’automobilismo. A dare il triste annuncio è stata la moglie Amanda Butler-Davis a nome dell’intera famiglia, confermando la scomparsa dell’uomo che nel 1980 regalò alla scuderia Williams il primo titolo mondiale della sua storia.
Con 12 vittorie e 24 podi nel massimo campionato, il fuoriclasse di Melbourne è stato il secondo e finora ultimo pilota australiano a vincere il mondiale di Formula 1 dopo Jack Brabham. Personaggio schietto e senza filtri, Jones ha alternato l’asfalto delle piste internazionali alla quiete delle sue tenute agricole australiane, conservando fino all’ultimo la sua proverbiale tempra da lottatore.
Dalle corse al ranch: la vita privata e gli ultimi impegni
Lontano dai riflettori della Formula 1, la quotidianità di Jones si è sempre divisa tra una viscerale passione per i motori e il richiamo della terra natale. Dopo aver sfiorato il bis iridato nel 1981, decise inizialmente di ritirarsi per acquistare una fattoria in Australia e dedicarsi all’allevamento di bestiame, spinto dalla nostalgia di casa e dal rifiuto per il clima rigido britannico.
Quella parentesi bucolica durò poco: il richiamo dell’adrenalina lo spinse a rientrare in pista prima con una fugace apparizione in Arrows nel 1983 e poi con il team Haas fino al 1986. Anche dopo l’addio definitivo al Circus, ha continuato a gareggiare nel campionato australiano V8 Supercars fino al 2002, all’età di 55 anni, a riprova di una dedizione assoluta per la competizione.
Negli anni successivi, Jones ha ricoperto il ruolo di commentatore televisivo e di commissario di gara della FIA. Dai microfoni delle emittenti sportive non ha mai lesinato giudizi severi verso i colleghi moderni, etichettati spesso come “prime donne” eccessivamente controllate dal linguaggio aziendale degli sponsor.
Ci mancherà moltissimo e sarà ricordato con affetto dalle persone a lui più vicine, così come dai tanti tifosi il cui sostegno gli è sempre stato caro.
Un carattere spigoloso: nessun compromesso dentro e fuori dalla pista
Jones incarnava l’archetipo del pilota duro, pragmatico e impermeabile alle convenzioni. Figlio di un pilota amatoriale, per finanziare il proprio sogno a fine anni Sessanta si trasferì in Gran Bretagna comprando e rivendendo vecchi furgoni usati.
La sua prima storica vittoria arrivò nel 1977 al Gran Premio d’Austria con la scuderia Shadow, scattando dalla quattordicesima posizione. Il successo fu talmente inatteso che gli organizzatori, sprovvisti della registrazione dell’inno australiano, improvvisarono sul podio le note di Happy Birthday suonate con una tromba da un presente.
La leggendaria intesa con Frank Williams
Il vero sodalizio vincente nacque con Frank Williams, fondatore della celebre scuderia, capace di gestire l’irruenza dell’australiano esaltandone la straordinaria forza fisica a bordo della monoposto FW07.
Non ha mai avuto bisogno di essere sostenuto psicologicamente, perché era un carattere molto determinato e combattivo. Non aveva bisogno di essere accudito o accompagnato per mano.
I rapporti con i compagni di squadra non furono mai idilliaci. La feroce rivalità interna con Carlos Reutemann divenne così aspra che, durante la successiva tappa in Argentina, Jones fu costretto a muoversi sotto la protezione di una scorta della polizia.
Un mito duro a morire riguarda la presunta paura del rischio dei piloti dell’epoca: Jones spiegò chiaramente che, prima di ogni stagione, verificava la polizza assicurativa sulla vita e preparava il biglietto di rientro per la moglie, senza temere il pericolo ma concentrandosi unicamente sul proprio compenso economico.
| Elemento della carriera | Dettaglio documentato |
|---|---|
| Titolo Mondiale F1 | Vinto nel 1980 con la scuderia Williams |
| Palmarès Formula 1 | 12 vittorie e 24 podi conquistati |
| Traguardo nazionale | Secondo australiano iridato dopo Jack Brabham |
| Esperienze extra F1 | Campione Can-Am 1978, podio in IndyCar 1983 |
| Ritiro definitivo dalle corse | 2002 nel campionato V8 Supercars a 55 anni |
| Riconoscimenti ufficiali | Australian Motorsport Hall of Fame |
Non mancò nemmeno il rancore verso la Ferrari, accusata di non aver rispettato un accordo già siglato nel 1977. Jones non perse occasione, negli anni successivi, per salutare polemicamente il muretto di Maranello alzando un solo dito durante i passaggi nella corsia dei box.
🏁 Con la scomparsa di Alan Jones cala il sipario sull’epopea dei cavalieri del rischio che non chiedevano scusa a nessuno.
💬 Il suo approccio senza filtri rappresenta una Formula 1 romantica e feroce che oggi sembra lontanissima.
👇 Qual è il tuo ricordo più vivido delle imprese di Alan Jones in pista? Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto.

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