Dopo oltre vent’anni di carriera davanti alla macchina da presa, Anna Foglietta firma la sua opera prima da regista e co-sceneggiatrice con Una storia.
La pellicola è stata selezionata in concorso al Festival di Venezia 2026 nella sezione Orizzonti, prima di approdare al Toronto International Film Festival e arrivare nelle sale cinematografiche a partire dal 24 settembre.
La trama e la frattura della quotidianità di provincia
Ambientato nella provincia del centro Italia, il racconto segue le dinamiche interne di un nucleo familiare ordinario. Mauro lavora come muratore tuttofare, mentre Erika è impiegata come cassiera al supermercato.
L’equilibrio domestico entra in crisi nel momento in cui la figlia abbandona il tetto genitoriale per iniziare il percorso universitario. La partenza della ragazza scopre le crepe e il malessere silenzioso accumulato negli anni dai due protagonisti.
Una storia, il film d’esordio di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher e Guido Caprino
I gesti ripetuti e i ritmi del lavoro quotidiano diventano improvvisamente un peso emotivo insostenibile. Alba Rohrwacher e Guido Caprino interpretano la coppia alle prese con il confronto diretto e la trasformazione del loro legame.
La narrazione evita artifici retorici e si articola in capitoli scanditi dal trascorrere delle stagioni: Autunno, Inverno ed Estate.
Alba Rohrwacher protagonista nel film Una storia
Le ispirazioni cinematografiche e l’esperienza sul set
Nei titoli di coda della pellicola compaiono omaggi espliciti a interpreti come Michelle Williams, Kate Winslet e in particolare Gena Rowlands. Il riferimento cardine è Una moglie di John Cassavetes, opera fondamentale per l’immaginario visivo della regista e della protagonista Rohrwacher.
L’avvio delle riprese ha segnato per Foglietta l’assunzione di una responsabilità produttiva e creativa inedita, affrontata gestendo la complessità del set fin dal primo ciak.
Registe italiane al Festival di Venezia 2026
La presenza di Valeria Golino nel team produttivo è stata determinante per coinvolgere Alba Rohrwacher, che ha aderito immediatamente alla sceneggiatura. Al suo fianco, Guido Caprino ha accettato il ruolo dopo un’attenta selezione artistica del progetto.
Guido Caprino e Alba Rohrwacher nel film Una storia
L’inerzia coniugale e il concetto di figliocentrismo
Al centro dell’opera si colloca l’analisi dei silenzi e della ripetizione automatica dei gesti all’interno della coppia. La mancata espressione del disagio rischia di trasformare l’abitudine in una frattura relazionale insanabile.
La regista analizza anche la dipendenza identitaria dei genitori rispetto alla crescita dei figli, definita come una tendenza al figliocentrismo che ostacola l’evoluzione individuale degli adulti.
Alba Rohrwacher e la regista Anna Foglietta sul set
Il ruolo pubblico dell’artista e la regia femminile
Nel dibattito festivaliero sulla responsabilità civile del cinema, la posizione espressa da Anna Foglietta richiama la necessità di una comunicazione determinata, capace di superare la violenza e il rumore della rabbia sociale.
L’esposizione delle crisi umanitarie globali e l’assuefazione al conflitto impongono una revisione del linguaggio artistico per riconnettere le coscienze collettive.
Anna Foglietta alla presentazione del film Una storia
La scarsa presenza di registe nelle selezioni ufficiali dei festival mette in luce ostacoli strutturali legati allo sguardo maschile dominante nell’industria audiovisiva.
La rivendicazione del desiderio e l’accettazione della vulnerabilità maschile rappresentano per la regista i passaggi chiave per ridefinire i rapporti personali e le dinamiche di potere nel settore culturale.
Anna Foglietta al Festival di Venezia 2026








