Un nuovo asteroide scoperto all’inizio di settembre sta compiendo un passaggio ravvicinato al nostro pianeta. Il corpo celeste, catalogato come 2026RD, raggiungerà la distanza minima dalla Terra domenica 6 settembre 2026 alle ore 20:40 italiane (le 18:40 UTC).
Il sorvolo avverrà a una distanza di sicurezza calcolata in 0.006977 Unità Astronomiche, pari a circa un milione di chilometri dalla superficie terrestre. Non vi è alcun rischio di impatto, considerando che un’Unità Astronomica corrisponde a circa 150 milioni di chilometri, ovvero la distanza media tra la Terra e il Sole.
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Dettagli e traiettoria dell’asteroide 2026RD
L’asteroide appartiene alla classe Apollo ed è stato individuato il 2 settembre dal sistema Mount Lemmon Survey (MLS), gestito dal Catalina Sky Survey in Arizona. La struttura robotizzata scandaglia costantemente la volta celeste per individuare oggetti non ancora registrati dal Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale.
I dati forniti dal Near-Earth Objects Coordination Centre dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dal Center for Near Earth Object Studies (CNEOS) della NASA indicano un diametro massimo stimato fino a 12 metri, paragonabile alle dimensioni di un autobus di linea.
La grandezza richiama da vicino quella della meteora di Chelyabinsk, esplosa nei cieli della Russia il 15 febbraio 2013. In quell’occasione, la disintegrazione atmosferica generò un’onda d’urto che provocò circa 1.500 feriti e il ferimento di vaste aree abitate a causa dei vetri in frantumi, con il successivo recupero di un frammento da 500 chilogrammi in un lago.
La minaccia del “killer di città” 2026RF
Il passaggio di 2026RD fa parte di una sequenza di avvicinamenti registrati dai sistemi di sorveglianza nei primi giorni di settembre. Tra questi spicca 2026RF, rilevato mercoledì 2 settembre dall’osservatorio robotico MARGO – Nauchnyi in Crimea.
Questo secondo sasso spaziale vanta dimensioni ben più imponenti, con un diametro stimato fino a 60 metri. Si tratta di una misura rientrante nella categoria dei cosiddetti “killer di città”, capaci di radere al suolo un’intera area metropolitana nell’eventualità di una collisione diretta.
L’asteroide 2026RF ha effettuato il proprio passaggio alle 12:09 ora italiana del 5 settembre, mantenendosi a una distanza di sicurezza pari a 0.026237 UA, un margine notevolmente più ampio rispetto a quello previsto per 2026RD.
Monitoraggio e limiti della Difesa Planetaria
Nelle medesime ore sono stati tracciati anche i passaggi innocui di altri due oggetti celesti, catalogati come 2026RG e 2022RK. L’elevata frequenza di rilevamenti evidenzia l’efficienza degli strumenti di avvistamento a terra, ma sottolinea anche la ristrettezza dei tempi di reazione.
- Gli asteroidi 2026RD e 2026RF sono stati individuati a soli quattro giorni dal loro punto di massimo avvicinamento.
- La tecnologia di deviazione a impatto cinetico, testata con successo dalla missione DART della NASA, richiede anni di preparazione per essere dispiegata su un bersaglio specifico.
Di fronte a corpi celesti identificati a ridosso del transito, l’assenza di finestre temporali adeguate impedisce l’attivazione di contromisure di difesa orbitale, rendendo l’evacuazione preventiva a terra l’unica risposta possibile in caso di rotta di collisione con la Terra.

