Bancomat manomessi e contanti bloccati: gli attacchi di cash trapping crescono del 105%

Bancomat manomessi e contanti bloccati: gli attacchi di cash trapping crescono del 105%
Bancomat manomessi e contanti bloccati: gli attacchi di cash trapping crescono del 105%

Il display conferma l’erogazione, la ricevuta certifica l’operazione e il conto corrente registra l’addebito. Dalla fessura dell’ATM, però, non esce nemmeno una banconota.

È in questo preciso istante che si compie il cash trapping. La vittima ipotizza un guasto meccanico temporaneo, decide di allontanarsi per segnalare il problema allo sportello o ripassare l’indomani, lasciando via libera a chi attende a pochi metri di distanza.

Gli ultimi arresti a Roma: da Cesano a Tor di Quinto

L’episodio più recente è avvenuto nel pomeriggio di martedì 1° settembre a Cesano, periferia nord della capitale. I Carabinieri della Stazione di Roma La Storta sono intervenuti in via Marino Dalmonte in seguito a una chiamata al 112.

Sull’erogatore di un bancomat era stata fissata una placca metallica per trattenere 50 euro appena richiesti da un utente. I militari hanno bloccato in flagranza un 49enne romano, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di tentato furto aggravato e collegato ad altri due colpi identici messi a segno nella zona.

Pochi giorni prima, una manomissione analoga è degenerata in rapina in viale di Tor di Quinto. Un cliente di 49 anni ha notato un’ostruzione anomala nella fessura di un ATM postale; prima di potersi allontanare, è stato minacciato con un paio di forbici da un uomo e una donna che gli hanno strappato il contante. I Carabinieri di Ponte Milvio hanno rintracciato e fermato i due presunti aggressori, un 49enne e una 55enne italiani, poco dopo la fuga.

La meccanica del blocco e l’inganno psicologico

Il funzionamento del cash trapping non richiede competenze informatiche complesse né la clonazione del chip della carta. I truffatori applicano sull’uscita originale delle banconote una mascherina o una placca sagomata, spesso dotata di biadesivo o ganci interni.

La macchina completa la transazione e invia i soldi verso l’esterno, ma le banconote rimangono incollate o incastrate all’interno dell’ostruzione. L’ATM registra regolarmente la consegna, impedendo qualsiasi riaccredito automatico immediato.

La vulnerabilità sfruttata è comportamentale: davanti a uno schermo che torna alla schermata iniziale senza emettere denaro, l’utente medio tende ad andarsene. Non appena la vittima si allontana, il truffatore stacca il profilo metallico ed estrae il contante intrappolato.

Il report EAST: frodi ai terminali raddoppiate

I dati confermano una forte diffusione di questa tecnica a livello continentale. Secondo il rapporto sulle frodi ai terminali di pagamento pubblicato dalla European Association for Secure Transactions (EAST), nel 2024 gli attacchi di cash trapping in Europa sono saliti a 9.811 casi, contro i 4.795 dell’anno precedente, segnando un incremento del 105%.

La crescita interessa anche altre manomissioni fisiche e logiche dei terminali:

  • Card trapping: aumento del 66% dei dispositivi posizionati per bloccare la tessera all’interno del lettore.
  • Transaction reversal fraud: balzo del 367% delle manipolazioni volte a far apparire fallita una transazione riuscita per ottenere contante e storno contabile.
  • Relay attack: impennata del 505% per l’intercettazione e ritrasmissione in tempo reale dei dati del chip verso un secondo terminale.

Al contrario, lo skimming tradizionale registra una marcata flessione, portando le perdite economiche totali censite da EAST a 71 milioni di euro (un calo del 59% rispetto ai 173 milioni del 2023). Rubare le credenziali magnetiche richiede apparecchiature costose e tempo, mentre bloccare la bocchetta sfrutta transazioni autentiche autorizzate con PIN valido.

I comportamenti per evitare il furto

Riconoscere l’anomalia prima di inserire la carta è la prima misura di tutela. È opportuno verificare che la feritoia di erogazione non presenti sbavature di silicone, nastro biadesivo, profili sporgenti o plastiche disallineate rispetto al corpo del bancomat.

Se lo sportello conferma l’addebito ma non rilascia i contanti, la regola fondamentale è non allontanarsi per nessun motivo dalla postazione. Rimanere davanti all’ATM impedisce ai malintenzionati di avvicinarsi per rimuovere la placca.

Dalla postazione occorre chiamare immediatamente il servizio clienti dell’istituto bancario per richiedere il blocco della carta o la verifica della transazione, digitando poi il 112 per segnalare l’accaduto. È importante non forzare la feritoia con chiavi o coltelli per non danneggiare i dispositivi interni e scattare una fotografia dettagliata dell’erogatore e della schermata finale.

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