Carcere e lavoro in Toscana: la recidiva scende al 2% e fino a 520 euro al mese per chi assume

Carcere e lavoro in Toscana: la recidiva scende al 2% e fino a 520 euro al mese per chi assume
Carcere e lavoro in Toscana: la recidiva scende al 2% e fino a 520 euro al mese per chi assume

Rispondere a un call center direttamente dal carcere di Porto Azzurro, lavorare nei cantieri di restauro a Firenze o servire ai tavoli dei ristoranti della Versilia. In Toscana l’impiego dei detenuti si allarga a diversi settori produttivi grazie all’impegno di Seconda Chance, associazione del Terzo settore creata dalla giornalista del TgLa7 Flavia Filippi per collegare le aziende penitenziarie al tessuto imprenditoriale.

I numeri certificano una crescita costante. Nel corso del 2025 l’associazione ha gestito in Toscana 16 offerte all’esterno degli istituti e sette all’interno della struttura di Porto Azzurro, portando il totale dell’ultimo triennio tra i 70 e gli 80 inserimenti sotto la guida del referente regionale Stefano Fabbri.

A Porto Azzurro il caso del call center: se si chiama rispondono i detenuti. Per chi assume, credito d’imposta fino a 520 euro al mese e agevolazioni contributive
A Porto Azzurro il caso del call center: se si chiama rispondono i detenuti. Per chi assume, credito d’imposta fino a 520 euro al mese e agevolazioni contributive

L’assistenza digitale gestita da Porto Azzurro

Uno dei progetti più strutturati coinvolge l’azienda Experim di Orio al Serio. La società ha attivato un help desk operativo dentro la casa di reclusione elbana, dove i detenuti selezionati gestiscono l’assistenza tecnica per gli utenti di un numero verde dedicato ai servizi digitali.

L’iniziativa apre le porte anche a chi non possiede i permessi per uscire. Come evidenziato da Stefano Fabbri, ex giornalista Ansa, si tratta di una mansione qualificata che impone competenze informatiche e capacità relazionali elevate.

Dalla ristorazione all’edilizia: la rete delle aziende

Nel 2025 hanno attivato percorsi d’inserimento marchi e realtà eterogenee: Cooplat, McDonald’s, Cooperativa Archeologia, il Bagno Alpemare di Andrea Bocelli, il ristorante Da Burde, Pesce Baracca di Forte dei Marmi, Mov Full Service, Toscot Illuminazione, CC1 Edilizia e Primark.

Gli impieghi toccano ristorazione, cantieristica, logistica, servizi e conservazione dei beni culturali. Emblematica la vicenda di Lucio, impiegato durante la stagione estiva come cameriere al Bagno Gilda di Forte dei Marmi: terminato il turno rientrava in cella, ma il rendimento sul campo gli è valso il rinnovo del contratto per il periodo invernale.

Come avvengono selezioni e colloqui

Il percorso parte dalla mappatura dei profili idonei condotta insieme alle aree educative dei penitenziari. Ottenuti i permessi dall’autorità giudiziaria, i titolari delle imprese varcano i cancelli del carcere per svolgere i colloqui individuali.

L’incontro diretto sposta il giudizio sulle reali capacità lavorative del candidato, superando l’etichetta del reato. L’associazione non si ferma alla firma del contratto: segue l’intero iter affiancando educatori, magistratura di sorveglianza, famiglie e datori di lavoro.

Il ruolo della legge Smuraglia e il calo della recidiva

Il quadro normativo offre leve economiche precise. La legge Smuraglia prevede un credito d’imposta fino a 520 euro al mese per ciascun detenuto o internato assunto per almeno 30 giorni, cifra che scende a 300 euro per chi si trova in semilibertà ed è riparametrata nel caso del part-time, a cui si sommano sgravi contributivi.

Non mancano ostacoli burocratici e logistici. I tempi di rilascio delle autorizzazioni possono richiedere mesi, gli orari dei turni serali devono coincidere con i rientri tassativi negli istituti e diverse sedi aziendali risultano difficilmente raggiungibili con il trasporto pubblico.

Parallelamente crescono le iniziative di formazione sul territorio, come il progetto Serena per scalpellini della pietra serena a Firenze o i laboratori musicali a Massa. Su scala nazionale Seconda Chance ha superato le 950 opportunità lavorative attivate: stando ai dati del Cnel, tra le persone inserite in percorsi professionali stabili il tasso di recidiva crolla fino al 2%.

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