Steve Witkoff e Jared Kushner preparano una missione diplomatica a Mosca e a Kiev. L’iniziativa della Casa Bianca mira a trasformare il canale di contatto aperto dal direttore della CIA, John Ratcliffe, in un negoziato politico strutturato.
Washington vuole verificare i margini reali di manovra: chiarire fin dove Vladimir Putin intenda spingersi e quali concessioni Volodymyr Zelensky possa considerare sostenibili.
Lo stallo sul campo e il costo del logoramento
La linea del fronte resta bloccata in una guerra d’attrito. L’esercito russo non è riuscito a conquistare l’intero Donbass, mentre la difesa di Kiev prosegue a fronte di pesanti perdite umane e materiali.
Anche la Russia accusa il colpo, tra deficit statale in crescita, perdite continue e pressione economica. L’intensità degli scontri non cala, come confermato dal raid di un drone russo contro la sede dei servizi segreti ucraini nel centro della capitale.
Tre calcoli strategici a confronto
Il tentativo di dialogo si scontra con agende e tempi non allineati tra i protagonisti del conflitto.
Le priorità di Mosca, Washington e Kiev
Putin cerca di migliorare le posizioni sul terreno, ma l’usura dell’apparato militare rende utile il tavolo negoziale. Al Forum economico di Vladivostok, il leader russo ha aperto all’ipotesi di un’intesa citando USA e Cina come possibili garanti, puntando a incassare il controllo del Donbass.
Donald Trump ha fretta di raggiungere un risultato prima delle elezioni di Midterm. Una chiusura del fronte ucraino consentirebbe all’amministrazione americana di ridurre la dispersione di risorse e concentrare l’attenzione su altri dossier critici, in particolare Cina e Iran.
Zelensky deve evitare che le difficoltà sul campo sfocino in una resa diplomatica. Kiev pretende il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti per sventare qualsiasi asse tra Mosca e Washington concordato senza l’avallo ucraino.
Il nodo delle garanzie e il ruolo dell’Europa
L’obiettivo di Trump richiede un equilibrio complesso: offrire a Mosca un’uscita senza avallare conquiste territoriali non ancora ottenute, offrendo allo stesso tempo garanzie reali a Kiev.
I governi europei continuano a rifornire l’Ucraina guardando all’avvio delle trattative. Il punto centrale resta la sicurezza futura: un accordo debole consentirebbe alla Russia di sfruttare la tregua armata per riorganizzare le forze in vista di nuovi attacchi.

