Il confronto sul futuro dell’Unione Europea al Forum Teha di Cernobbio si è trasformato in uno scontro frontale. Da una parte l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, dall’altra il leader di Futuro Nazionale ed eurodeputato Roberto Vannacci.
I due hanno esposto visioni diametralmente opposte su sovranità, economia continentale, guerra in Ucraina e assetti istituzionali.
La tesi di Vannacci: Pil dimezzato e unanimità da difendere
Vannacci ha aperto il suo intervento blindando il diritto di veto a Bruxelles. Per l’europarlamentare la regola del voto unanime garantisce la tutela dei singoli Stati ed evita che ventisei governi decidano per il ventisettesimo.
L’esponente politico ha puntato l’attenzione sui numeri del declino europeo: la quota del Pil globale prodotta dall’eurozona è scivolata dal 30% al 15%, mentre l’industria automobilistica affronta pesanti licenziamenti.
Ha ricordato come diversi Paesi scelgano di restare fuori dal blocco comunitario, citando l’uscita della Gran Bretagna, il recente no dell’Islanda e le posizioni storiche di Svizzera e Norvegia.
Sul fronte demografico, Vannacci ha definito prioritario il contrasto al calo delle nascite, segnalando un tasso di fertilità fermo all’1,41%. Secondo il leader di Futuro Nazionale, l’Unione dovrebbe varare un piano “Reborn Europe” anziché insistere sulle spese militari di “Rearm Europe”.
Dura anche la critica alla gestione del conflitto ucraino: Vannacci ha definito “schizofrenica” la scelta dell’Ue di supportare Kiev mentre continuano ad aumentare le importazioni di gas naturale dalla Russia.
L’affondo di Monti sulla retorica identitaria
La replica di Mario Monti è stata immediata e priva di mediazioni diplomatiche. L’ex premier ha dichiarato che impiegherà ogni energia rimasta per contrastare la ricostruzione della retorica e dello spirito del fascismo.
Pur escludendo il ritorno del partito fascista in senso formale, Monti ha denunciato la diffusione di un’insidiosa narrativa basata sulla presunta superiorità italiana.
L’economista ha parlato di un “complesso di Calimero”, in cui si fa leva sull’orgoglio ferito e sul rancore per raccogliere consenso anziché generare reale benessere economico.
Il caso Gasperini e i richiami storici
Monti ha chiamato in causa Lorenzo Gasperini, autore della base ideologica programmatica (Bip) del movimento di Vannacci. L’ex presidente del Consiglio ha ricordato un post pubblicato da Gasperini nel novembre 2021, durante la pandemia, in cui proponeva l’esclusione dalla vita sessuale per i giovani sani che sceglievano di vaccinarsi.
L’ex senatore a vita ha citato Albert Camus, ricordando la scelta di non essere nazionalisti per amore del proprio Paese. Ha poi rievocato il monito pronunciato da François Mitterrand all’Europarlamento nel 1995: il nazionalismo porta inevitabilmente al conflitto.
Inchieste e riforme costituzionali
A margine dell’evento, Vannacci ha risposto alle domande dei cronisti sulle inchieste che lo vedono menzionato, definendo priva di fondamento qualsiasi contestazione legata alla legge Scelba.
Sul piano programmatico, l’eurodeputato ha rivendicato la piena legittimità di ipotizzare modifiche alla Carta fondamentale, ricordando gli interventi realizzati in passato sul Titolo V da maggioranze di centrosinistra e i tentativi falliti della presidenza Renzi.
Vannacci ha escluso progetti eversivi e ha precisato che al momento non esistono dettagli o proposte concrete per una revisione del testo costituzionale.

