Il confronto sulle prospettive dell’Unione Europea ha acceso il Forum TEHA di Cernobbio. L’eurodeputato Roberto Vannacci e l’ex presidente del Consiglio Mario Monti si sono scontrati apertamente durante il panel dedicato a integrazione e sovranità.
Roberto Vannacci e Mario Monti al Forum TEHA
Vannacci ha aperto il suo discorso contestando le priorità della Commissione Europea: “Più che un ReArm Europe servirebbe un Reborn Europe”. L’esponente politico ha collegato la tenuta dell’Unione alla crisi demografica, ricordando che il tasso di fertilità europeo si attesta all’1,41%.
Riguardo alla sua prima partecipazione a Villa d’Este, l’ex generale ha commentato i paragoni con le sue esperienze militari: “Da un punto di vista fisico era più emozionante il lancio dell’aeroplano, ma qua è un bellissimo contesto dove sono orgoglioso e fiero di essere”.
L’attacco alla linea geopolitica e industriale
Al centro dell’intervento di Vannacci c’è l’approccio dell’Ue verso il conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo l’europarlamentare, Bruxelles persegue una linea priva di logica strategica.
“Oggi l’Europa si è schierata completamente a favore dell’Ucraina, ma nell’ultimo semestre abbiamo incrementato, alcuni Paesi addirittura del 160%, le importazioni di gas dalla Russia”, ha dichiarato Vannacci, definendo la misura un finanziamento diretto all’economia bellica avversaria.
Intervento di Roberto Vannacci e replica di Mario Monti al forum
L’eurodeputato ha poi stigmatizzato l’uso asimmetrico dei vincoli comunitari: “Le regole diventano elastiche quando l’obiettivo è la difesa, ma rimangono vincolanti quando si tratta di tutelare la domanda interna, l’aiuto alle famiglie e gli investimenti produttivi nazionali”.
Il peso economico e il sistema di voto
L’analisi economica proposta a Cernobbio evidenzia il ridimensionamento globale dell’eurozona. “Produceva il 30% del Pil mondiale e oggi siamo al 15%, avevamo un’industria che era al vertice mondiale ora siamo un’area di desertificazione industriale”, ha rimarcato l’oratore.
Sul piano istituzionale, Vannacci ha blindato il principio dell’unanimità nei trattati, definendolo uno scudo indispensabile: “L’unanimità serve a impedire che 26 Stati comandino sul ventisettesimo. Se una proposta non convince tutti, perché dobbiamo cambiare il sistema di voto e non migliorare la proposta?”.
Tra i segnali di disaffezione verso l’assetto europeo, sono stati citati i casi di Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svizzera, oltre al rallentamento del dossier turco.
La reazione di Monti: “Combatterò il suo programma”
La replica di Mario Monti è arrivata immediata e senza mediazioni verbali nello stesso panel. L’ex premier ha preso di mira l’impostazione culturale e politica dell’eurodeputato.
“Secondo me, ascoltando i suoi interventi e leggendo il programma, un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto”, ha affermato Monti. “Non è la ricostituzione del Partito nazionale fascista, ma trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo”.
Monti ha espresso timori per un’eventuale ascesa al governo di Vannacci, sostenendo che l’applicazione dei suoi punti violerebbe la Costituzione italiana. L’economista ha promesso di impegnare le proprie energie per contrastare tale evoluzione.
Nelle battute finali, l’ex presidente del Consiglio ha allargato lo sguardo alle dinamiche internazionali, paragonando l’azione dei leader esteri a quella dei movimenti sovranisti: “I romani dicevano ‘divide et impera’ e oggi Trump e Putin cercano di dividere l’Europa dall’esterno. I partiti sovranisti dei paesi europei stanno cercando di farlo dall’interno”.



