Sandra Bullock impone la sua regola a Hollywood: «Se i miei figli non vengono sul set, rifiuto il lavoro»

Sandra Bullock impone la sua regola a Hollywood: «Se i miei figli non vengono sul set, rifiuto il lavoro»
Sandra Bullock impone la sua regola a Hollywood: «Se i miei figli non vengono sul set, rifiuto il lavoro»

Mentre si prepara a tornare nelle sale con l’atteso sequel Amori & Incantesimi 2 al fianco di Nicole Kidman, Sandra Bullock fissa confini netti alla sua carriera hollywoodiana. Nel corso di un dialogo con la collega e amica Jennifer Aniston per il magazine Interview, l’attrice ha illustrato i principi non negoziabili che guidano ora le sue scelte professionali.

La vita dell’interprete premio Oscar, classe 1964, è scandita dalle esigenze dei suoi due figli adottivi: Louis, nato nel 2010, e Laila, nata nel 2015. Per loro, l’attrice è disposta a rinunciare a qualsiasi produzione di rilievo.

«Se i miei figli non possono venire con me sul set, allora non prendo il lavoro. Più crescono, più i loro impegni si moltiplicano», ha dichiarato apertamente l’attrice durante l’intervista.

Le nuove priorità dopo la scomparsa di Bryan Randall

La determinazione dell’attrice giunge dopo un periodo segnato da un grave lutto privato. Nel 2023 è scomparso il compagno Bryan Randall, fotografo affetto da SLA, circostanza che ha ridefinito la scala di valori della star.

«I loro impegni contano più del fatto che io debba raccontare una storia, punto. Non sento più lo stesso bisogno di stare davanti alla macchina da presa», ha spiegato Bullock all’amica Jennifer Aniston.

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La clausola logistica su Los Angeles

Questo cambio di rotta si traduce in precise clausole contrattuali sottoposte a produttori e registi. Le offerte di lavoro fuori dai confini familiari non vengono più prese in considerazione durante i periodi scolastici.

«La regola è che tutto quello che faccio per lavoro deve essere qui, a Los Angeles. Se qualche progetto richiede di viaggiare, allora accadrà necessariamente durante l’estate».

Il legame con la madre e le paure genitoriali

Nel corso del confronto con Aniston sono emerse anche le inquietudini quotidiane che accompagnano la crescita dei ragazzi. Bullock ha ammesso di lottare costantemente contro le proprie ansie per non ostacolare l’autonomia dei figli.

«Sono una persona piena di paure e sto cercando di non lasciare che tarpino le ali ai miei figli che sono pronti a volare», ha confidato l’attrice.

L’esperienza della maternità ha infine modificato lo sguardo con cui Sandra Bullock giudica la storia della propria madre e le limitazioni generazionali del passato.

«Da quando ho una figlia sono finalmente riuscita a comprendere davvero chi fosse mia madre, tanto che mi ritrovo a pensare: “Mi dispiace tanto. Non avevo capito che ti sentissi smarrita. Non sapevo che desiderassi così intensamente qualcosa che sapevi non avresti mai potuto avere. Non sapevo che non avessi avuto le opportunità e i privilegi di cui noi donne, oggi, possiamo godere”».

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