Un debito di 1.500 euro per dosi di crack non pagate ha innescato un pestaggio e un sequestro di persona sul litorale romano. I carabinieri della compagnia di Roma Ostia hanno eseguito cinque misure cautelari emesse dal gip del Tribunale capitolino, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Tre indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre per altri due è stato disposto il divieto di dimora. I reati contestati comprendono il sequestro di persona a scopo di estorsione, le lesioni aggravate e la violenza privata.
La trappola in piazza Gasparri
L’episodio è avvenuto il 29 luglio in piazza Lorenzo Gasparri a Ostia, storico snodo di spaccio legato alle dinamiche criminali del clan Spada. La vittima è un uomo di 30 anni, gravitante nel traffico di droga di Tor Bella Monaca, nella periferia est di Roma.
Il trentenne aveva accumulato un debito di 1.500 euro con il proprio gruppo criminale a causa di un ammanco di stupefacenti e si era rifugiato a Ostia nel tentativo di rendersi irreperibile. Alcuni giovani con compiti direttivi nella piazza di spaccio del litorale lo hanno riconosciuto, bloccato e picchiato con violenza, per poi rinchiuderlo in un locale al piano terra sorvegliato a vista.
Il mancato blitz del gruppo di Tor Bella Monaca
I carcerieri hanno subito informato i creditori di Tor Bella Monaca, che si sono spostati fino a Ostia Lido con l’obiettivo di prelevare la vittima. Il piano è saltato esclusivamente per il passaggio casuale di una pattuglia dell’Arma, che ha messo in fuga il gruppo arrivato dalla Capitale.
Ritorsioni e indagini
Nei giorni successivi al sequestro, uno degli autori dell’aggressione ha rintracciato nuovamente la vittima per minacciarla e imporle il silenzio con gli investigatori.
Le indagini del Nucleo operativo di Ostia hanno consentito di identificare rapidamente tutti i componenti del commando: si tratta di cinque giovani di vent’anni, nello specifico quattro cittadini nordafricani e un cittadino albanese.

