La difesa di Alberto Stasi accelera con una strategia su due fronti per scardinare la condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di Garlasco il 13 agosto 2007.
Il team legale dell’ex studente bocconiano si muove contemporaneamente sull’istanza di revisione del processo dinanzi alla Corte d’appello di Brescia e sul nuovo fascicolo della Procura di Pavia. In quest’ultimo procedimento risulta formalmente iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio.
I tre pilastri della difesa Stasi tra Dna e camminata
Il lavoro difensivo poggia su tre direttrici peritali ben distinte. Accanto alla già nota rivalutazione dei profili di Dna, i consulenti hanno integrato accertamenti tecnici più recenti.
La seconda pista si focalizza su una rilettura sistematica delle intercettazioni ambientali e telefoniche a carico di Sempio risalenti al 2017. Il terzo asse analitico riesamina invece le celebri impronte con suola a pallini repertate sul pavimento della scena del crimine.
L’obiettivo dei periti è incrociare la dinamica di deambulazione e la misura delle calzature di Stasi con quelle attribuibili al nuovo indagato.
Le consulenze tecniche e gli elementi d’indagine autonomi
In base a quanto ricostruito dalla trasmissione IgnotoX su La7, almeno una delle consulenze specialistiche sarebbe già stata ufficialmente depositata. Gli avvocati di Stasi hanno inoltre condotto indagini difensive parallele.
Dall’attività investigativa autonoma sarebbero emersi riscontri inediti, giudicati da fonti vicine agli inquirenti come elementi «di estremo interesse».
La scadenza delle indagini e la replica della difesa Sempio
I termini per le indagini preliminari a carico di Andrea Sempio resteranno aperti fino al 28 settembre 2026. Soltanto al termine di questa finestra i magistrati pavesi decideranno se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio o avanzare un’istanza di archiviazione.
Sul fronte opposto, anche i legali di Sempio hanno predisposto una squadra di periti per replicare agli accertamenti della Procura e smontare i presupposti tecnici elaborati dagli inquirenti.

