Dengue in Italia: oltre 220 casi confermati e primi contagi autoctoni in 3 regioni

Dengue in Italia: oltre 220 casi confermati e primi contagi autoctoni in 3 regioni
Dengue in Italia: oltre 220 casi confermati e primi contagi autoctoni in 3 regioni

L’Istituto Superiore di Sanità ha registrato oltre 220 casi confermati di Dengue sul territorio nazionale dall’inizio dell’anno. La quasi totalità delle infezioni deriva da viaggi all’estero in aree tropicali, ma l’allerta sanitaria è salita di livello con la conferma dei primi contagi autoctoni.

Comuni mobilitati e protocolli di disinfestazione

Di fronte ai primi casi non legati a viaggi internazionali, diversi Comuni in Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna hanno varato ordinanze urgenti. Il protocollo prevede interventi adulticidi e larvicidi entro un raggio di 200 metri dalle abitazioni dei soggetti infetti.

Ai residenti delle zone coinvolte è stato richiesto di tenere le finestre chiuse ed evitare lo stazionamento all’aperto durante i trattamenti chimici notturni.

Anna Teresa Palamara, Direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS, ha chiarito che la tempestività della disinfestazione e la sorveglianza integrata costituiscono la barriera principale per bloccare la nascita di focolai stabili.

Il meccanismo di trasmissione sul territorio

I pazienti diagnosticati finora non versano in condizioni critiche e rimangono monitorati a domicilio o nei reparti di malattie infettive. L’attenzione resta alta per la presenza capillare della zanzara tigre (Aedes albopictus).

Questo insetto acquisisce il virus pungendo una persona infetta durante la fase viremica e rimane in grado di trasmetterlo ad altri individui per tutto il proprio ciclo vitale. L’attività ematofaga prolungata dalle temperature di fine estate favorisce la rapidità di replicazione del patogeno nel vettore.

Il quadro si somma alla contemporanea circolazione del virus West Nile, veicolato dalla comune zanzara Culex, appesantendo le attività di tracciamento e bonifica svolte dai servizi di igiene pubblica.

Infografica Dengue
Infografica con i dati e i parametri epidemiologici della Dengue.

Sintomi clinici e diagnosi differenziale

L’infezione da virus Dengue esordisce in genere in modo improvviso con febbre alta, marcata cefalea, dolore retro-oculare e intensi dolori muscolari e articolari. Circa la metà dei pazienti manifesta anche un’eruzione cutanea esantematica.

I medici di medicina generale hanno l’indicazione di inserire la Dengue nella diagnosi differenziale per tutte le sindromi febbrili acute con questi tratti clinici, senza limitare i sospetti a chi ha una storia recente di viaggi tropicali.

La conferma di laboratorio si basa sulla ricerca dell’antigene virale NS1 nella fase precoce della malattia, su indagini molecolari con test RT-PCR o sulla rilevazione di anticorpi specifici IgM e IgG.

Misure preventive e contrasto ai ristagni idrici

Il Piano Nazionale di Prevenzione, Sorveglianza e Risposta alle Arbovirosi (PNA) impone la segnalazione tempestiva di ogni sospetto alle ASL per attivare subito il blocco dell’area circostante. I trattamenti adulticidi eliminano solo le zanzare adulte, lasciando intatte le uova e le larve nei contesti privati.

I ristagni in vasi, sottovasi, secchi e tombini rappresentano la riserva primaria di riproduzione della zanzara tigre. Le indicazioni sanitarie prescrivono l’uso costante di zanzariere, abiti lunghi di colore chiaro, repellenti cutanei registrati come Presidio Medico Chirurgico e il prosciugamento metodico di ogni accumulo d’acqua in giardini e terrazzi.

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