Drone russo colpisce la sede della Sbu a Kiev: nel mirino l’ufficio di Poklad vicino a Santa Sofia

Drone russo colpisce la sede della Sbu a Kiev: nel mirino l'ufficio di Poklad vicino a Santa Sofia
Drone russo colpisce la sede della Sbu a Kiev: nel mirino l'ufficio di Poklad vicino a Santa Sofia

Un drone russo ha colpito nel primo pomeriggio il quartier generale del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu) nel centro storico di Kiev. L’esplosione si è verificata intorno alle 15:30 nell’edificio di via Volodymyrska, situato proprio di fronte alla cattedrale di Santa Sofia.

Secondo quanto dichiarato dal presidente Volodymyr Zelensky, l’incursione mirava con precisione millimetrica all’ufficio del capo ad interim dell’intelligence, il generale Oleksandr Poklad. L’alto ufficiale non si trovava all’interno della stanza al momento dell’impatto.

I danni nel centro storico e i feriti

L’impatto ha generato una densa colonna di fumo visibile in tutta l’area monumentale della capitale. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato un bilancio provvisorio di almeno sette feriti, sei dei quali trasportati d’urgenza in ospedale.

La deflagrazione ha devastato anche gli edifici adiacenti, distruggendo completamente il ristorante Zavertaylo a pochi metri dalla cattedrale. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha definito l’attacco una grave escalation a ridosso di un patrimonio mondiale protetto dall’Unesco.

La nuova tattica russa: sciami di droni a reazione in pieno giorno

Il raid contro la Sbu arriva al culmine di una settimana di bombardamenti intensivi. Tra il 27 agosto e il primo settembre, la capitale ha registrato oltre 60 allerte aeree, costringendo i cittadini a trascorrere circa 52 ore nei rifugi sotterranei.

La strategia di Mosca ha cambiato fisionomia: i raid non avvengono più solo di notte, ma colpiscono in pieno giorno per paralizzare le attività urbane, gli uffici e il sistema scolastico. Il primo settembre un’ondata di missili e velivoli senza pilota ha provocato 12 morti e oltre 20 feriti, tra cui sei ferrovieri.

L’impiego dei nuovi vettori jet-powered

A preoccupare la difesa aerea ucraina è l’introduzione su larga scala di droni con propulsione a reazione. A fine agosto Kiev ha calcolato il lancio di circa 800 velivoli di questo tipo nell’arco di soli quattro giorni.

Questi nuovi apparecchi viaggiano a velocità molto superiori rispetto ai convenzionali Shahed iraniani. I tempi di reazione della contraerea si riducono drasticamente e, secondo analisi militari indipendenti, il tasso di intercettazione da parte delle batterie ucraine risulta nettamente inferiore rispetto al passato.

La decisione di Zelensky sulla rappresaglia

Colpire il centro nevralgico della Sbu significa tentare di decapitare l’organo che coordina il sabotaggio interno, le reti clandestine e gli attacchi in profondità sul suolo russo. L’azione russa segna il superamento di un limite operativo finora evitato.

Zelensky ha dato istruzioni dirette a Poklad e ai vertici delle forze armate per strutturare una contromisura speculare. La presidenza ucraina ha fatto sapere che il settore geografico in territorio russo designato per la risposta è già stato individuato, in attesa del momento operativo ritenuto più efficace.

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