Addio a Fabio Mussi: dai 110 e lode a Pisa al rifiuto del Pd nel 2007

Fabio Mussi, protagonista della politica italiana dal Pci a Sinistra Italiana.
Si è spento all’età di 78 anni Fabio Mussi, figura centrale della sinistra italiana dagli anni del Partito Comunista fino alla nascita di Sinistra Italiana.
Tra i dirigenti più legati ad Achille Occhetto durante la transizione della Bolognina, Mussi guidò il gruppo parlamentare del Pds alla Camera. Nel 2007 scelse però di non entrare nel neonato Partito Democratico.
Al congresso dei Democratici di Sinistra a Firenze scandì parole destinate a segnare una frattura netta: «Questa non è la svolta della Bolognina dell’89 ma è la svolta figlia di un fallimento, fallimento che sento anche mio».
Dalla Normale di Pisa ai vertici del Pci
Mussi si formò tra il 1967 e il 1971 alla Scuola Normale Superiore di Pisa insieme a Massimo D’Alema. Concluse gli studi all’Università di Pisa con 110 e lode, discutendo una tesi sulla Scuola di Francoforte.
L’ex direttore della Normale Salvatore Settis ne ha ricordato l’eccellenza accademica, sottolineando come il suo libretto universitario fosse costellato da lodi e giudizi costantemente ottimi.
Entrato nel 1968 nel Comitato centrale del Pci come componente più giovane, Mussi lavorò a lungo nell’editoria di partito. Fu redattore e vicedirettore del settimanale Rinascita, condirettore de l’Unità al fianco di Gerardo Chiaromonte e responsabile nazionale di stampa e propaganda tra il 1983 e il 1985.

Ruoli istituzionali e l’esperienza al governo
Eletto deputato nel 1992, Mussi assunse la presidenza del gruppo parlamentare del Pds nel 1996 durante il primo esecutivo guidato da Romano Prodi, che lo ha ricordato come un «ministro rigoroso».
Nel 2001 fu nominato vicepresidente della Camera dei deputati, ricoprendo anche la carica di responsabile del Comitato per la sicurezza di Montecitorio.
La rottura del 2007 e la visione sull’ambiente
Dopo il rifiuto di aderire al Pd nel 2007, Mussi fondò Sinistra Democratica. Il percorso proseguì con l’esperienza della Sinistra Arcobaleno alle politiche del 2008, l’approdo in Sinistra Ecologia e Libertà con Nichi Vendola e infine la Direzione nazionale di Sinistra Italiana.
Già alla fine degli anni Ottanta, Mussi aveva posto l’ecologia al centro della propria elaborazione teorica: «L’ambiente non è un capitolo: è la lente con cui guardare il mondo. Dobbiamo fare una scelta di campo netta, culturale prima ancora che elettorale o di partito».
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