Le elezioni Svezia si trasformano in un testa a testa serratissimo: le proiezioni corrette della televisione pubblica Svt indicano un margine risicatissimo per il blocco di centrosinistra guidato da Magdalena Andersson, accreditato di 175 seggi contro i 174 della coalizione di centrodestra del primo ministro uscente Ulf Kristersson. Dopo un primo exit poll che attribuiva al centrosinistra il 51,3% delle preferenze contro il 47% del centrodestra, l’aggiornamento dei dati parlamentari riduce il distacco a una sola lunghezza, lasciando l’intero Paese con il fiato sospeso in attesa della conclusione dello spoglio reale.
La tornata elettorale scandinava ha registrato una partecipazione altissima, confermando una tradizione democratica che vede l’affluenza attestarsi abitualmente intorno all’85%. Oltre 3,2 milioni di cittadini avevano già scelto di votare nei giorni precedenti sfruttando il sistema di voto anticipato, mentre durante la giornata elettorale si sono registrate lunghe file ai seggi, in particolare nelle regioni settentrionali del Paese.
Il dibattito politico in Svezia sulle coalizioni di governo.
Cosa dicono le proiezioni dei partiti al Parlamento svedese?
I Socialdemocratici guidati dall’ex premier Magdalena Andersson rimangono la prima forza politica nazionale con il 27,6% dei consensi, sebbene in arretramento rispetto a oltre il 30% registrato nel 2022. La tenuta della coalizione progressista si deve alla crescita delle formazioni alleate: il Partito della Sinistra sale all’8,2% e i Verdi raggiungono il 6,2%, consolidando il blocco progressista.
Sul versante opposto, il Partito Moderato del premier uscente Ulf Kristersson raccoglie il 20% dei voti. La strategia di Kristersson di rompere un tabù storico promettendo ministeri all’estrema destra in cambio della vittoria non ha tuttavia prodotto l’effetto sperato nelle urne, creando equilibri inediti all’interno del Riksdag.
| Forza politica o Coalizione | Dato proiezioni Svt |
|---|---|
| Coalizione di Centrosinistra | 175 seggi (51,3% exit poll iniziale) |
| Coalizione di Centrodestra | 174 seggi (47,0% exit poll iniziale) |
| Partito Socialdemocratico | 27,6% (primo partito) |
| Partito Moderato | 20,0% (secondo partito) |
| Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna) | 17,5% (terzo partito) |
| Partito della Sinistra | 8,2% |
| Verdi | 6,2% |
Il mito dell’onda nera: la battuta d’arresto dei Democratici Svedesi
Molti osservatori ipotizzavano che la Svezia avrebbe seguito l’avanzata delle destre radicali vista recentemente con Alternative für Deutschland (AfD) in Sassonia. I dati elettorali smentiscono questa lettura: i Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna), guidati da Jimmie Åkesson, frenano bruscamente e scendono al 17,5%, scivolando al ruolo di terzo partito dopo essere stati la seconda forza politica nel 2022 con il 20,5%.
L’appoggio esterno fornito al governo Kristersson nell’ultima legislatura si è rivelato controproducente sul piano elettorale. Nonostante le concessioni ottenute su immigrazione e contrasto alle gang criminali, la formazione nazional-conservatrice ha subito una chiara flessione, evidenziando dinamiche differenti rispetto ad altri movimenti della destra radicale europea.
Le differenze geopolitiche con le altre destre europee
A differenza della tedesca AfD, collocata nel gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane e riluttante nel sostegno a Kiev, i Democratici Svedesi siedono nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), la stessa famiglia politica di Fratelli d’Italia. A causa della vicinanza geografica e della percezione storica della minaccia russa, il partito di Åkesson non ha mai ostacolato gli aiuti militari all’Ucraina in parlamento.

I temi che hanno spaccato il voto
La campagna elettorale si è distinta per toni insolitamente aspri e polemiche dirette tra i due principali schieramenti, sintetizzabili nei seguenti punti chiave:
- Sicurezza e immigrazione: l’estrema destra ha insistito sullo slogan identitario delle origini e sulla lotta alla criminalità organizzata, mentre la sinistra ha accusato gli avversari di usare formule divisorie definendo i rivali traditori della patria.
- Politica estera e difesa: Kristersson ha accusato i partiti della sinistra radicale alleati di Andersson di freddezza nei confronti dell’adesione alla NATO, ratificata insieme alla Finlandia dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina.
- Economia e carovita: l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie svedesi sono state centrali, con promesse di sgravi e aiuti economici avanzate da entrambi i fronti.
«È stata una campagna elettorale sporca, caratterizzata da molte menzogne», ha dichiarato la leader socialdemocratica Magdalena Andersson.
La leader del centrosinistra ha potuto contare anche sul sostegno culturale di figure di spicco della musica svedese, tra cui Benny Andersson degli ABBA, che per l’occasione ha riadattato il celebre brano Mamma Mia intonando il nome «Magdalena».
📱 Il conteggio finale delle schede chiarirà se la Svezia vedrà il ritorno del centrosinistra o se il centrodestra riuscirà a colmare il divario di un singolo seggio parlamentare.
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