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Gabriele d’Annunzio, lo Stato compra il manoscritto per 96mila euro e Guerri si fa avanti per il Vittoriale

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Gabriele d'Annunzio, lo Stato compra il manoscritto per 96mila euro e Guerri si fa avanti per il Vittoriale
Gabriele d'Annunzio, lo Stato compra il manoscritto per 96mila euro e Guerri si fa avanti per il Vittoriale

Gabriele d’Annunzio torna al centro della scena culturale italiana con il rientro nel nostro Paese di un capolavoro rimasto all’estero per oltre un secolo. Il Ministero della Cultura ha acquistato all’asta da Christie’s il manoscritto autografo di Forse che sì forse che no per una spesa complessiva di 96.000 euro. Subito dopo l’annuncio ufficiale, si è aperta la partita sulla destinazione finale dei fogli: Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale, ha chiesto formalmente l’affidamento delle carte alla fondazione gardesana.

L’operazione chiude una lunga diaspora collezionistica iniziata in Francia prima della Grande Guerra. Ora la comunità degli studiosi attende di capire dove il testo verrà fisicamente collocato.

La cronologia: dalla stesura del 1909 alla contesa per la custodia

  1. Agosto-dicembre 1909: Gabriele d’Annunzio redige le 913 carte del romanzo a inchiostro nero e rosso su carta filigranata, lasciando la propria firma sulla prima pagina.
  2. Nel 1910: Lo scrittore affida progressivamente i fascicoli a Nathalie de Goloubeff, nota con il nome di Donatella Cross, incaricata di curare la versione francese dell’opera, pubblicata nello stesso anno.
  3. Nel 1924: Il testo transita attraverso la parigina Libreria Meynial e viene comprato dal mercante d’arte René Gimpel, per poi disperdersi per oltre un secolo tra varie collezioni private francesi.
  4. Durante l’asta da Christie’s: La Direzione generale Biblioteche e istituti culturali partecipa alla sessione online «Livres rares et Manuscrits», aggiudicandosi il lotto per un prezzo di martello di 75.000 euro, che raggiunge quota 96.000 euro con imposte e diritti.
  5. Poche ore dopo l’assegnazione: Giordano Bruno Guerri ringrazia pubblicamente il ministro e chiede che il testo arrivi a Gardone Riviera per consentirne lo studio e una nuova edizione critica.

Il colpo da Christie’s: 913 carte recuperate all’estero

Il recupero delle carte è stato condotto dalla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, guidata da Paola Passarelli. Come riportato da Adnkronos, l’assegnazione all’incanto online parigino di Christie’s segna l’ingresso ufficiale dell’opera dannunziana nel patrimonio statale.

Il manoscritto presenta una struttura complessa: pur risultando assente il foglio numerato 488, l’impianto narrativo è completo. I fogli contengono una fitta trama di correzioni, cancellature, appunti a margine e integrazioni che mostrano passo dopo passo l’elaborazione stilistica del romanzo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha commentato l’esito dell’acquisto sottolineando la valenza del documento:

«Tra le sue pagine riconosciamo il lavoro, la ricerca e la straordinaria forza creativa di Gabriele d’Annunzio»

La presenza dell’inchiostro bicolore e i passaggi di penna restituiscono intatto il metodo di lavoro dell’autore durante i mesi trascorsi alla stesura dell’opera.

La mossa di Guerri: il progetto dell’Edizione Nazionale

La notizia dell’acquisto ha innescato l’immediata reazione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani. Come spiega il Giornale di Brescia, il presidente Giordano Bruno Guerri ha manifestato soddisfazione per la trattativa e ha avanzato la candidatura di Gardone Riviera quale sede naturale per accogliere il testo.

La richiesta mira a inserire l’autografo all’interno del progetto scientifico dell’Edizione Nazionale delle Opere di Gabriele d’Annunzio, curata e pubblicata direttamente dal Vittoriale. La struttura possiede già gli archivi e i laboratori necessari per avviare una rigorosa edizione filologica.

Nelle parole dello storico, il traguardo da raggiungere consiste nel «non soltanto riportare in Italia un prezioso documento della nostra storia letteraria, ma restituirlo alla comunità scientifica e al pubblico».

Il calcolo economico dietro l’aggiudicazione

A rendere ancora più interessante l’acquisto è l’aspetto finanziario evidenziato dai vertici del Vittoriale. Giordano Bruno Guerri ha chiarito che l’esborso finale rappresenta un investimento vantaggioso per le casse pubbliche. Sul mercato collezionistico internazionale, infatti, un singolo foglio autografo dannunziano ha una quotazione media di circa 500 euro. Aver rilevato un blocco unitario di oltre novecento carte per 96.000 euro segna un punto a favore delle strategie di tutela del ministero.

Il prossimo passo dipenderà ora dalla decisione del Ministero della Cultura sull’assegnazione definitiva del manoscritto, conteso tra le biblioteche statali e la residenza del lago di Garda.

Il manoscritto dovrebbe andare al Vittoriale o restare in una biblioteca statale a Roma?

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