Genova, la Nuova Diga Foranea emerge dall’acqua: via al muro paraonde da 7 metri

Cantiere della Nuova Diga Foranea nel porto di Genova
I lavori per la costruzione della Nuova Diga Foranea nello scalo portuale di Genova.

I lavori per la Nuova Diga Foranea di Genova entrano in una nuova fase operativa e diventano visibili sopra la superficie dell’acqua. È stata ufficialmente avviata la costruzione del muro paraonde, l’infrastruttura destinata a completare la parte emersa dell’opera e a proteggere lo scalo marittimo dall’impatto del moto ondoso.

L’intervento è curato dal Consorzio PerGenova Breakwater, guidato dal gruppo Webuild per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. L’avanzamento della struttura in superficie coincide con la posa del trentaduesimo cassone sul fondale marino.

Una barriera di 7 metri sopra il livello del mare

Il muro paraonde si svilupperà senza interruzioni lungo l’intero tracciato dell’opera. La costruzione poggia direttamente sulla sovrastruttura posizionata sul percorso già tracciato dai cassoni sommersi.

Con questo nuovo elemento costruttivo, la Nuova Diga Foranea emergerà complessivamente per circa 7 metri al di sopra del livello del mare. L’imponente barriera modificherà lo skyline dell’approccio navale verso il capoluogo ligure.

Protezione e continuità operativa del canale d’accesso

Il compito principale del muro paraonde sarà quello di neutralizzare l’energia delle onde a difesa del canale di accesso e degli specchi acquei interni. In questo modo verranno garantiti standard elevati di sicurezza per il traffico marittimo.

Genova, la Nuova Diga Foranea emerge dall'acqua: via al muro paraonde da 7 metri

La protezione assicurerà la piena continuità delle manovre e delle attività commerciali del porto anche in presenza di condizioni meteomarine particolarmente avverse.

Ingegneria a 50 metri di profondità e corridoi europei

La Nuova Diga Foranea rappresenta uno dei cantieri infrastrutturali marittimi più complessi e rilevanti a livello europeo, con basamenti collocati su fondali che raggiungono i 50 metri di profondità.

Al termine dei lavori, lo scalo di Genova sarà in grado di accogliere in sicurezza le navi portacontainer di ultima generazione e di maggiori dimensioni, incrementando la competitività del terminal nell’intero bacino del Mediterraneo.

L’opera lavorerà in sinergia strategica con il Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, progetto sviluppato anch’esso da Webuild. Il raccordo diretto tra banchine marittime e rete ferroviaria potenzierà il corridoio logistico tra l’Italia e i mercati del Centro e Nord Europa.

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