Giulia De Lellis a Venezia: l’abito creato con i centrini di 3 generazioni

Giulia De Lellis a Venezia: l'abito creato con i centrini di 3 generazioni
Giulia De Lellis a Venezia: l'abito creato con i centrini di 3 generazioni

I centrini ricamati a mano conservati nei cassetti di casa possono trovare una destinazione inaspettata. Giulia De Lellis ha scelto di portarli direttamente sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, trasformando un corredo domestico in un capo d’alta moda.

Giulia De Lellis a Venezia 2026.
Giulia De Lellis alla Mostra del Cinema di Venezia.

La creazione sartoriale firmata Diana Qerimi

A concepire il capo è stata la designer Diana Qerimi, che ha assemblato i tessuti vintage dando vita al modello battezzato Lucilla. Il nome è un omaggio diretto alla nonna dell’influencer, artefice originaria di parte dei ricami impiegati nel disegno finale.

La lavorazione artigianale ha integrato i pezzi d’epoca senza snaturarne la trama originale, adattandoli alla silhouette richiesta per l’evento lagunare.

mostra cinema venezia 2026
Scorcio del red carpet alla Mostra del Cinema di Venezia.

Tre generazioni a confronto sul red carpet

La storia dei manufatti attraversa decenni di vita familiare prima di arrivare in laguna. Come chiarito dalla stessa De Lellis attraverso i propri canali social, i ricami sono il frutto del lavoro combinato della bisnonna Linda e della nonna Lucilla.

«In questo abito si incontrano tre generazioni: le mani della mia bisnonna, la memoria di mia nonna, ed io, oggi», ha spiegato l’imprenditrice digitale descrivendo il valore intimo del progetto.

Un’interpretazione personale dell’upcycling

Il riuso creativo presentato a Venezia supera la convenzionale ricerca di capi d’archivio di celebri maison. Il processo si concentra sulla valorizzazione di elementi d’affetto privi di etichetta commerciale.

upcycling corredo
Esempi di upcycling tessile da corredi d’epoca.

«Per me questo è il significato più bello e profondo dell’upcycling: non semplicemente riutilizzare qualcosa, ma riscoprirne il valore, preservarne la storia e permetterle di continuare a vivere in una nuova forma», ha sottolineato De Lellis.

La passerella del festival cinematografico offre costantemente esempi di moda circolare attraverso abiti storici restaurati. L’impiego diretto di manufatti provenienti dall’archivio privato di famiglia sposta il baricentro dell’upcycling dal collezionismo di lusso alla memoria identitaria.

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