Con 1.413 giorni consecutivi alla guida di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha superato Silvio Berlusconi, il cui esecutivo si era fermato a quota 1.412 giorni. La prima donna presidente del Consiglio consegna così alla storia repubblicana il governo più longevo di sempre.
La ricorrenza coincide con la grande kermesse organizzata da Fratelli d’Italia al porto di Bari. Un palco monumentale allestito tra le luminarie pugliesi segna l’avvio informale della campagna elettorale per ottenere un secondo mandato consecutivo.
La stabilità rivendicata e le turbolenze interne
Nelle prime ore della giornata, Meloni ha affidato ai propri canali social un messaggio chiaro sul significato del traguardo numerico. La premier ha precisato che la durata dell’esecutivo non rappresenta un primato da ostentare, ma il prerequisito indispensabile per consentire alla nazione di pianificare e farsi rispettare all’estero.
I quattro anni trascorsi alla guida del Paese hanno visto momenti complessi: attriti costanti con le opposizioni e la magistratura, tensioni internazionali, fino al difficile scontro diplomatico con Donald Trump. Nonostante gli scossoni, la coalizione ha mantenuto la barra dritta.
«Questa stabilità non è merito di una persona sola, ma di una coalizione unita che governa da quattro anni con una visione comune», ha evidenziato la leader di FdI. Nel suo bilancio spiccano i dati sull’occupazione, la tenuta dei conti pubblici e gli interventi a sostegno di famiglie e imprese.
L’evento di Bari e gli equilibri di coalizione
All’appuntamento barese partecipano a distanza i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, collegati da remoto. L’unico alleato fisicamente presente sul palco è Maurizio Lupi di Noi Moderati.
Il discorso principale della premier, lungo una cinquantina di minuti, è stato messo a punto nei minimi dettagli insieme al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e condiviso con la cerchia più ristretta, tra cui la sorella Arianna Meloni.
Fisco e sicurezza al centro della nuova agenda
Tra le priorità per i prossimi mesi, il governo prepara mosse decisive sul versante fiscale. Palazzo Chigi e il Ministero dell’Economia puntano sull’uscita dalla procedura d’infrazione europea per varare nuovi provvedimenti a favore dei contribuenti.
Resta alta la tensione sul fronte della sicurezza e del controllo migratorio, tema sul quale si muovono le pressioni interne dell’area vicina a Roberto Vannacci. Meloni intende spingere ulteriormente sull’acceleratore delle riforme per blindare il consenso in vista delle urne.
La linea per il futuro immediato prevede il disimpegno da parte della premier da diversi vertici internazionali per concentrare le energie interamente sul territorio nazionale.

