Gucci cambia passo e sceglie la leva dei prezzi per fronteggiare la frenata dei consumi in Cina. Il marchio di punta del gruppo Kering ha ridotto i listini di vendita fino al 30% su borse e capi ready-to-wear.
L’intervento commerciale punta ad arginare il calo dei flussi di acquirenti all’interno delle gallerie commerciali del lusso, dove la spesa mostra segnali evidenti di rallentamento.
I mall cinesi frenano e Bernstein taglia le stime sul 2026
I centri commerciali di alta gamma nelle principali metropoli cinesi registrano una flessione marcata nelle vendite. La clientela locale riduce gli acquisti discrezionali, lasciando i negozi dei marchi occidentali alle prese con un traffico notevolmente ridotto.
A fronte di questo scenario, gli analisti di Bernstein hanno rivisto al ribasso le stime di crescita del comparto per l’anno 2026. L’incognita sulla ripresa della domanda asiatica solleva nuovi interrogativi sulla tenuta delle marginalità operative.
Il mercato globale tra flessioni e riposizionamenti
La situazione cinese riflette un contesto di cautela che impatta l’intero sistema della moda europea. Carlo Capasa ha ribadito la solidità intrinseca dei marchi italiani, sostenendo che le performance complessive testimoniano la tenuta del comparto.
Carlo Capasa interviene sui risultati e sulla tenuta dei brand della moda italiana.
Le proiezioni economiche generali restano tuttavia prudenti. Nonostante l’interesse generato dalle sfilate e dalla Fashion Week, per l’industria italiana è previsto un calo del fatturato pari all’1,6% nel 2026.
Milano Fashion Week, con le stime di fatturato per la moda italiana attese in calo dell’1,6%.
La rotta verso gli Stati Uniti e gli assetti societari
Mentre Kering fronteggia le difficoltà del canale retail asiatico, altri gruppi concentrano gli sforzi sul mercato nordamericano. Moncler ha scelto di rafforzare la presenza negli Stati Uniti aprendo a New York il punto vendita più esteso del gruppo.
Moncler rafforza la presenza negli Stati Uniti con lo store di New York.
Parallelamente proseguono i movimenti legati alle governance dei grandi gruppi. Leonardo Maria Del Vecchio ha evidenziato la necessità che EssilorLuxottica torni al centro dell’attenzione strategica di Delfin, richiamando l’eredità fondativa paterna.
Leonardo Maria Del Vecchio sul ruolo centrale di EssilorLuxottica per la holding Delfin.
Tensioni commerciali e fondi di sostegno
Sullo sfondo si intensificano le pressioni regolatorie e doganali. L’industria tessile europea ha formalizzato la richiesta di introdurre una tassa specifica di 10 euro sui piccoli pacchi provenienti dalle piattaforme asiatiche, mirando a riequilibrare la concorrenza sul fronte delle importazioni dirette.
L’industria manifatturiera dell’Unione Europea sollecita un prelievo fiscale sui micro-pacchi asiatici.
Sul piano nazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha predisposto un pacchetto di interventi da 100 milioni di euro a supporto della filiera produttiva. La misura prevede incentivi a fondo perduto e agevolazioni capaci di coprire fino al 75% dei costi sostenuti per i programmi di investimento industriale.





