L’attore Henry Winkler, celebre per aver interpretato Arthur Fonzarelli nella serie televisiva Happy Days, ha deciso di iniziare un percorso di psicoterapia all’età di settant’anni. La decisione è maturata quando le strategie mentali impiegate per decenni per superare i momenti difficili hanno smesso di funzionare.
Oggi ottantenne, Winkler ha raccontato questa transizione personale durante un’intervista concessa al programma In Depth With Graham Bensinger. Fino a dieci o dodici anni fa, l’attore riusciva a gestire le criticità emotive archiviando il dolore e razionalizzando gli eventi, prima di arrivare a un blocco definitivo.
La metafora del formaggio svizzero e l’isolamento
La crisi non ha riguardato esclusivamente la sfera interiore dell’attore, ma ha finito per compromettere anche le sue relazioni interpersonali. Winkler ha descritto il proprio stato d’animo di quel periodo con un’analogia precisa: «Ero come il formaggio svizzero. Ero pieno di buchi. E dovevo continuamente stare in ansia temendo di finire dentro uno di quei buchi».
Nel corso del colloquio, Bensinger ha richiamato una riflessione della moglie dell’attore, Stacey Weitzman, la quale sosteneva che il marito non consentisse a nessuno di entrare realmente nel suo mondo interiore. Winkler ha confermato quella sensazione, spiegando di essersi chiuso a tutti fino al momento in cui l’avvio della terapia è diventato inevitabile per liberarsi dal peso accumulato negli anni.
La trasformazione personale e il lavoro d’ascolto
I riscontri del percorso terapeutico sono risultati evidenti anche all’interno della sfera familiare. Sia il professionista che lo ha seguito sia la figlia Zoe hanno notato una rinnovata sicurezza emotiva, oltre a un atteggiamento più calmo e rispettoso verso sé stesso.
Uno degli apprendimenti centrali per Winkler è stata la capacità di ascoltare senza intervenire a ogni costo. L’attore ha spiegato che trattenersi dall’esporre la propria opinione quando non espressamente richiesta ha garantito un miglioramento immediato al suo benessere mentale, mentre in passato agiva diversamente perché privo di equilibrio.
Il ruolo in Barry e il successo agli Emmy
Descrivendo la sua condizione attuale, l’attore ha ironizzato sui progressi compiuti: il suo obiettivo costante è diventare solido come «un pezzo di cheddar», privo di vuoti interiori.
La terapia ha prodotto ricadute dirette anche sull’approccio professionale alla recitazione, consentendogli di attingere a registri emotivi più profondi. Winkler ha dichiarato che questo lavoro su se stesso è stato indispensabile per interpretare Gene Cousineau nella serie Barry creata da Bill Hader, interpretazione che gli ha permesso di conquistare un premio Emmy.

