Il 71% del lavoro di cura grava sulle donne: Reshma Saujani smonta la falsa scelta tra figli e carriera

Il 71% del lavoro di cura grava sulle donne: Reshma Saujani smonta la falsa scelta tra figli e carriera
Il 71% del lavoro di cura grava sulle donne: Reshma Saujani smonta la falsa scelta tra figli e carriera

Costringere le donne a scegliere tra carriera professionale e maternità non è una fatalità biologica, ma il riflesso di un collasso strutturale dei servizi di supporto. Reshma Saujani, fondatrice di Girls Who Code e della sigla per i diritti genitoriali Moms First, porta questo messaggio diretto a Venezia durante l’evento Lights! Camera! Impact!, promosso da The Human Safety Net di Generali insieme a Van Leer Foundation.

Al centro dell’incontro c’è la presentazione del suo documentario No Country for Mothers. La tesi dell’attivista e saggista newyorkese è netta: la genitorialità continua a essere trattata come una questione privata, lasciando i governi liberi di disinvestire dai servizi per l’infanzia.

Reshma Saujani «Trump utilizza la famiglia e la maternità per controllare i nostri corpi. Scegliere tra figli e lavoro è...
Reshma Saujani fotografata da Maxwell Brown.

Il peso invisibile del lavoro di cura

Negli Stati Uniti le donne svolgono due terzi del lavoro domestico e assistenziale. In Italia la percentuale sale addirittura al 71%, delineando un assetto in cui la tenuta della società si regge quasi per intero sulle spalle femminili.

Senza congedi parentali retribuiti universali e senza asili nido a prezzi accessibili, l’abbandono del lavoro diventa un esito obbligato. Il sistema spinge le madri a sentirsi inadeguate, trasformando una carenza di welfare pubblico in un presunto senso di colpa personale.

La retorica politica che denuncia il calo delle nascite senza stanziare fondi reali si scontra con la realtà demografica globale. La diminuzione della natalità è direttamente proporzionale all’assenza di tutele economiche e sanitarie per chi decide di avere figli.

Retorica politica e arretramento dei diritti

Saujani sottolinea come le agende conservatrici utilizzino spesso la difesa della famiglia tradizionale come strumento di controllo dell’autonomia femminile. Negli ultimi mesi, molte aziende statunitensi hanno ridotto o azzerato i programmi di inclusione ed equità, segnando un netto arretramento sul fronte dell’occupazione femminile qualificata.

Anche in Europa, dove i sistemi di protezione sociale sono storicamente più solidi, persistono forti resistenze culturali. In Italia la recente bocciatura parlamentare del congedo paritario per entrambi i genitori dimostra quanto sia difficile superare la rigida attribuzione dei ruoli di genere.

Reshma Saujani «Trump utilizza la famiglia e la maternità per controllare i nostri corpi. Scegliere tra figli e lavoro è...
Un ritratto di Reshma Saujani, autrice e attivista per i diritti genitoriali.

La polarizzazione tra carriera e mura domestiche

La contrapposizione mediatica tra figure in carriera e casalinghe a tempo pieno è, secondo Saujani, una dicotomia del tutto artificiale. Molti padri delle nuove generazioni chiedono più tempo per accudire i figli, mentre sempre più donne intendono mantenere la propria indipendenza economica.

L’illusione social delle “trad wife”

Il fenomeno digitale delle cosiddette casalinghe tradizionali rappresenta una distorsione alimentata dagli algoritmi dei social network. Nella situazione economica attuale, quasi nessuna famiglia della classe lavoratrice o media può sopravvivere con un solo stipendio.

I profili online che promuovono la totale subordinazione domestica costituiscono spesso imprese commerciali redditizie gestite da influencer. Il vero obiettivo per i movimenti per la parità non è giudicare le scelte individuali, bensì impedire che un singolo modello venga imposto come norma per tutte.

Reshma Saujani «Trump utilizza la famiglia e la maternità per controllare i nostri corpi. Scegliere tra figli e lavoro è...
Reshma Saujani durante le riprese del documentario No Country for Mothers.

Riprogettare gli ambienti di lavoro

La fondatrice di Moms First ha vissuto in prima persona le difficoltà legate alla fertilità e il peso del ritorno alla professione durante la crescita di Girls Who Code. Nei contesti aziendali convenzionali, le professioniste altamente istruite continuano a essere estromesse o penalizzate non appena diventano madri.

All’interno delle sue organizzazioni, Saujani ha impostato modelli che eliminano il ricatto tra avanzamento professionale e compiti di cura. La sfida contemporanea richiede un’azione collettiva che unisca madri, padri e istituzioni per imporre regole che non costringano più nessuno a fare passi indietro sui diritti acquisiti.

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