Il giovane Montalbano oltre i 2,5 milioni di ascolti: trama e retroscena di “Morte in mare aperto”

Il giovane Montalbano oltre i 2,5 milioni di ascolti: trama e retroscena di "Morte in mare aperto"
Il giovane Montalbano oltre i 2,5 milioni di ascolti: trama e retroscena di "Morte in mare aperto"

Gli ascolti estivi confermano la presa intramontabile delle vicende di Vigata sul pubblico di Rai 1. Le repliche de Il giovane Montalbano hanno raccolto quasi due milioni e mezzo di spettatori nel mese di agosto, confermando l’affetto per il prequel che vede protagonista Michele Riondino prima del passaggio di consegne al commissario adulto impersonato da Luca Zingaretti.

L’episodio intitolato Morte in mare aperto, andato in onda per la prima volta il 28 settembre 2015, riporta sullo schermo una delle indagini più complesse e stratificate affrontate dalla squadra del commissariato siciliano.

Una scena della serie Il giovane Montalbano

Il giallo a bordo del peschereccio Carlo III

La vicenda prende il via all’alba, quando il peschereccio Carlo III rientra in porto dopo una battuta notturna con a bordo il cadavere di Franco Arnone. L’uomo è stato ucciso da un colpo di pistola a bruciapelo.

Montalbano si trova subito a fare i conti con un muro di reticenze, omissioni e testimonianze discordanti tra i marinai della flotta. La proprietà dell’imbarcazione fa capo a Matteo Cosentino, imprenditore legato all’orbita del clan mafioso dei Cuffaro, ed è proprio lui a denunciare il decesso.

Scavando tra le comunità marinare della zona e ascoltando i familiari della vittima, il commissario individua le tracce di un fitto traffico illegale gestito all’ombra dell’attività di pesca.

Scena tratta dall’episodio Morte in mare aperto

La faida tra cosche e la crisi con Livia

Il quadro criminale si aggrava per la rivalità storica tra i Cuffaro e la famiglia Sinagra. Il latitante Antonio Barreca, esponente di spicco dei Sinagra considerato instabile persino dai propri alleati, comincia a perseguitare la sua ex compagna Anita, minacciando una strage familiare se la donna non lo seguirà in clandestinità.

La caccia all’uomo culmina in un violento scontro a fuoco nel quale Montalbano è costretto a uccidere Barreca. L’episodio lascia scorie pesanti nello stato d’animo del poliziotto e scuote il rapporto con Livia, proprio nelle settimane in cui la coppia sta pianificando il matrimonio.

Sul fronte del delitto in mare, gli accertamenti balistici rivelano che la pistola appartiene al pescatore Tano Cipolla, il quale parla di una tragica fatalità. Montalbano non crede alla tesi dell’incidente e concentra le indagini sul legame tra l’uomo, sua moglie Michela e gli affari occulti di Cosentino.

Michele Riondino nei panni del giovane Salvo Montalbano

L’origine letteraria e le partecipazioni speciali

La sceneggiatura dell’episodio poggia direttamente sulla narrativa di Andrea Camilleri: unisce infatti il racconto eponimo Morte in mare aperto, edito da Sellerio, con le vicende descritte in Una cena speciale. Lo scrittore siciliano ha firmato il copione a quattro mani con Francesco Bruno, affidando la regia a Gian Luca Maria Tavarelli.

Andrea Camilleri

Lo scrittore e sceneggiatore Andrea Camilleri

Nel cast della puntata compaiono interpreti divenuti in seguito figure centrali della fiction italiana. Spicca una giovanissima Giusy Buscemi, all’epoca reduce dal titolo di Miss Italia e successivamente protagonista di serie come Il paradiso delle signore e Vanina – Un vicequestore a Catania.

Accanto a lei recita Domenico Centamore, caratterista lanciato sul grande schermo nel 2000 da I cento passi e poi confermatosi come presenza fissa nel cast di Màkari.

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