Le tribune sono pronte davanti alla basilica di San Francesco di Paola e sotto lo sguardo delle statue equestri di Carlo di Borbone e Ferdinando I. Il 10 settembre l’Italvolley scende in campo a Piazza Plebiscito per il match inaugurale dell’Europeo 2026 contro la Svezia.
Il torneo continentale, organizzato in Italia insieme a Bulgaria, Finlandia e Romania, parte da una cornice inedita a cielo aperto che registra già il tutto esaurito.
Il debutto all’aperto e l’incognita del vento
Giocare in una piazza storica richiede un adattamento rapido rispetto ai palazzetti indoor. Le sessioni di allenamento nei giorni precedenti alla sfida serviranno a prendere le misure con le correnti d’aria e l’illuminazione serale.
«L’unico aspetto che può pesare è il vento», spiega il commissario tecnico Ferdinando De Giorgi. «Ma c’è il desiderio di scoperta e l’eccitazione di un’arena unica al mondo senza più un posto libero».
Per il ct pugliese si tratta anche di un ritorno alle origini del volley, fatto di asfalto e campi scolastici, oltre che ai ricordi di gioventù trascorsi sui campi campani tra San Giuseppe Vesuviano e Aversa durante i campionati di Serie A2.
La presenza di Mattarella e i 5 Mondiali di Fefé
A seguire la sfida inaugurale dagli spalti ci sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha già accolto più volte la squadra al Quirinale dopo i successi internazionali degli ultimi anni.
De Giorgi vanta un palmarès eccezionale: è stato presente in tutti e 5 i Mondiali maschili vinti dall’Italia, tre conquistati da giocatore e due da allenatore (2022 e 2025). Sotto la sua guida tecnica dal 2021, la Nazionale ha collezionato anche l’oro europeo nel 2021 e l’argento continentale nel 2023.
Tra gli spettatori invitati a Napoli figura anche il conterraneo Antonio Conte, con cui il tecnico azzurro condivide le origini salentine e una nota intensità nella gestione quotidiana del gruppo.
La mentalità: nessun alibi e lavoro duro
Il commissario tecnico rifiuta le etichette facili per il suo gruppo. Non parla di fenomeni, ma di atleti votati al sacrificio quotidiano per superare i propri limiti.
«Chiamiamoli minatori», chiarisce De Giorgi. «Ore e ore di allenamenti, tanta fatica in palestra giorno dopo giorno. La battaglia contro la cultura degli alibi impostata a suo tempo da Julio Velasco resta sempre valida».
Le avversarie continentali e la corsa olimpica
Il livello del torneo continentale include gran parte delle potenze mondiali, tra cui Polonia, Francia, Slovenia, Bulgaria e Repubblica Ceca, con insidie aggiuntive rappresentate da Turchia, Belgio e Ucraina.
L’Europeo funge da passaggio cruciale per blindare il percorso di qualificazione verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. La gestione delle energie partita dopo partita resta il principio cardine per competere ai massimi vertici.
«Non è semplice vincere dopo aver vinto», sottolinea il ct azzurro. «Lo dimostra anche Jannik Sinner: serve una lotta continua con se stessi per migliorare ogni giorno rispetto alla partita precedente».

