L’audio di otto minuti nascosto nei vestiti
Un microregistratore cucito nell’elastico dei pantaloni e sotto il grembiule ha svelato i presunti abusi subiti da un alunno di dieci anni affetto da disturbi dello spettro autistico.
L’episodio è avvenuto all’interno di una scuola elementare di Scampia, a Napoli. Nella traccia audio di otto minuti finita agli atti si sente chiaramente l’assistente scolastico minacciare il minore mentre il bambino urla disperato: «Te la devo far pagare, impara a chiedere scusa, devi ripetere la parola scusa».
I sospetti dei genitori e i referti medici
I familiari avevano notato da tempo un cambiamento drastico nel comportamento del figlio, diventato improvvisamente agitato e teso al ritorno da scuola.
Sul corpo del bambino erano comparsi segni fisici evidenti, tra cui lividi e graffi su braccia, collo e schiena. Alle richieste di spiegazioni, il personale scolastico aveva replicato attribuendo quei segni ad atti di autolesionismo.
La diagnosi dell’ospedale Santobono
I genitori hanno accompagnato il figlio al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli per sottoporlo ad accertamenti clinici.
I medici hanno riscontrato lesioni eritematose, contusioni agli arti superiori ed escoriazioni sul collo, inserendo nel referto la diagnosi esplicita di «maltrattamento di minore».
L’inchiesta giudiziaria e le reazioni istituzionali
La denuncia formale è stata presentata ai Carabinieri della compagnia Marianella ed è confluita in un fascicolo della Procura di Napoli, nella sezione specializzata sui reati contro le fasce deboli coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli.
Il caso è seguito dall’avvocato Francesco Petruzzi insieme al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, il quale ha chiesto all’Ufficio scolastico regionale la sospensione cautelare immediata dell’operatore coinvolto.
Sulla vicenda è intervenuto anche il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, Giovanni Galano, sollecitando i dirigenti scolastici a un monitoraggio rigoroso del personale e a una vigilanza costante sui segnali di disagio manifestati dagli alunni più fragili.
Sostegno alla famiglia è stato espresso pure da Vincenzo Taralbo, presidente dell’associazione «Gli Amici di Gennaro», che ha chiesto verifiche rapide e imparziali per tutelare l’integrità del minore e dell’intera comunità scolastica.

