Il pari al fotofinish e l’analisi di Ruben Amorim
Il Milan vede sfumare la vittoria negli ultimi secondi del recupero contro la Juventus. Dopo il vantaggio firmato da Cisse, la zampata di Gatti fissa il tabellino sull’1-1 finale.
Nessun alibi e nessuna recriminazione sterile nel post-partita di Ruben Amorim. Ai microfoni di DAZN, l’allenatore rossonero ha offerto un esame crudo del match: “Non meritavamo di vincerla e la Juve non meritava di perdere”.
Il percorso di trasformazione della squadra richiede tempo e il tecnico portoghese non nasconde le difficoltà incontrate sul campo. “C’è molto lavoro da fare e stasera la prestazione non è stata all’altezza”, ha dichiarato senza giri di parole.
Cosa è mancato contro i bianconeri
La disamina tattica di Amorim evidenzia le lacune emerse nella gestione dei possessi e nella fase difensiva, soprattutto davanti alle scelte offensive degli avversari.
“Le cose semplici sono le migliori e qui siamo mancati, abbiamo fatto fatica senza palla con tutti gli attaccanti messi in campo dalla Juve”, ha spiegato l’allenatore. L’unica nota positiva resta l’atteggiamento agonistico: il Milan non ha rinunciato a lottare su ogni pallone fino al fischio finale.
La nuova identità tattica del Milan
Anche subito dopo la rete incassata da Gatti, Amorim ha chiesto ai suoi di attaccare la profondità per provare a sfruttare l’ultimo pallone con Cisse. L’intenzione è replicare quell’aggressività tattica già mostrata allo Sporting Lisbona prima del passaggio al Manchester United.
Il campo da gioco della Serie A.
Si tratta di un cambio netto di impostazione rispetto all’impronta lasciata da Allegre nella scorsa stagione. I concetti richiedono assimilazione e coraggio nella gestione del pallone.
“Questo pareggio non cambia il nostro modo di giocare. Se il Milan vuole il controllo del pallone deve essere più coraggioso, ma non voglio essere troppo negativo nei confronti della squadra”, ha chiarito Amorim. “Io pretendo tanto da tutti e so che sto chiedendo tanto a loro”.


