Stop totale ai controlli elettronici a Pordenone
A Pordenone le colonnine degli autovelox restano spente da mesi e la situazione non cambierà prima dell’autunno. Dei tre rilevatori in dotazione alla polizia locale, nessuno è attualmente operativo sulle strade cittadine.
Due apparecchi sono finiti definitivamente in magazzino perché considerati obsoleti e non più conformi alle norme. Il terzo, l’unico in linea con le direttive del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è bloccato in attesa della taratura periodica obbligatoria.
La città è stata il primo capoluogo di provincia in Italia a disattivare la rete di rilevamento elettronico a maggio 2024, subito dopo il pronunciamento della Cassazione sulla netta distinzione giuridica tra approvazione e omologazione degli strumenti.
Il piano della Regione e i tempi per i nuovi acquisti
Senza occhi elettronici attivi, il rispetto dei limiti di velocità grava interamente sulle pattuglie schierate sul territorio. Per ripristinare il monitoraggio automatico, il Comune dovrà calibrare il dispositivo a norma e pianificare l’acquisto di nuovi modelli certificati.
Le risorse necessarie per le nuove dotazioni arriveranno dal programma sicurezza 2026 varato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che mette a disposizione poco meno di 8,3 milioni di euro per gli enti locali.
La ripartizione dei fondi per la polizia locale
Del pacchetto complessivo, 5,7 milioni di euro sono destinati ai comandi di polizia locale: 3,4 milioni per spese di investimento e 2,3 milioni per la gestione ordinaria. A Pordenone spetteranno 240mila euro per dotazioni strumentali e 170mila euro per la parte corrente e la formazione.
Il calendario burocratico impone passaggi precisi: il Comune dovrà inviare la domanda via PEC entro il 10 settembre 2026, con l’assegnazione formale dei fondi fissata per il 16 novembre dello stesso anno. I finanziamenti copriranno sistemi di lettura targhe, videosorveglianza, ponti radio e telelaser.
La stretta normativa del Codice della Strada
Le prescrizioni introdotte a livello nazionale hanno limitato l’impiego e il posizionamento dei dispositivi fissi nei centri urbani e lungo le arterie extraurbane, sollevando contestazioni da parte delle associazioni dei familiari delle vittime della strada per la perdita di efficacia deterrente.
La riforma del Codice include anche sanzioni più severe per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcol, l’obbligo di alcolock per i conducenti recidivi e l’estensione a tre anni delle limitazioni per i neopatentati. Per i monopattini scattano targa, casco e assicurazione obbligatori, mentre decadono le doppie multe per ingressi ravvicinati nella medesima Ztl.

