Botta e risposta nella ripresa all’Allianz Stadium
La sfida tra Juventus e Milan si chiude in parità, senza vincitori né vinti. All’Allianz Stadium le squadre dividono la posta in palio al termine di novanta minuti intensi solo a tratti, lasciando a Luciano Spalletti e Rúben Amorim la consapevolezza di dover lavorare ancora a lungo sui rispettivi progetti tecnici.
Dopo una prima frazione bloccata, il match si è acceso nel secondo tempo con un rapido scambio di colpi. Il neoentrato Cisse ha portato avanti i rossoneri, prima che una precisa incornata di Federico Gatti ristabilisse l’equilibrio definitivo.
Il caso VAR sul vantaggio rossonero
La Juventus aveva costruito le occasioni migliori prima del gol ospite: un palo colpito da Conceicao e due interventi decisivi di Mike Maignan avevano negato il vantaggio ai bianconeri. La squadra di casa sembrava in controllo contro un Milan in affanno non appena veniva saltata la prima linea di pressione.
L’azione dell’1-0 rossonero porta con sé pesanti contestazioni arbitrali. La rete di Cisse è nata da un evidente intervento falloso di De Winter su Kolo Muani, non ravvisato dal direttore di gara Mariani né segnalato da Camplone dalla sala VAR di Lissone.
Le difficoltà offensive dei bianconeri
L’infermeria affollata condiziona la manovra della Juventus. Kolo Muani ha faticato contro la retroguardia milanista senza mai rendersi pericoloso, mentre l’ingresso di Woltemade è arrivato solo nelle battute conclusive.
Conceicao resta l’unico elemento capace di creare superiorità numerica e pericoli costanti. Douglas Luiz e Nico Gonzalez sono apparsi nel vivo del gioco ma poco incisivi negli ultimi venti metri, mentre Alajbegovic sta ancora completando il processo di inserimento.
I limiti tattici dell’assetto di Amorim
Il tecnico rossonero ha ammesso le criticità di una prestazione insufficiente sul piano della manovra. Il Milan si è dimostrato prevedibile nella metà campo offensiva a causa dell’assenza di trequartisti di ruolo, con Saelemaekers e Rabiot costretti ad agire da incursori adattati.
La fase di non possesso evidenzia uno squilibrio strutturale: l’obbligo del pressing alto espone la linea difensiva davanti a Maignan, lasciando enormi spazi centrali alle ripartenze avversarie.

