Uova bianche o marroni: cosa rivela il codice da 0 a 3 stampato sul guscio

Uova fresche con codice di tracciabilità stampato sul guscio
La tracciabilità stampata sul guscio indica il metodo di allevamento e la provenienza delle uova.

Davanti allo scaffale del supermercato, la scelta delle uova cade spesso sul colore del guscio. Molti consumatori associano il guscio marrone a una produzione contadina e genuina, relegando le uova bianche a un’idea di produzione industriale a basso costo.

Questa distinzione non ha alcun fondamento nutrizionale. Gli esperti del CREA confermano che la tonalità esterna non influisce su freschezza, proprietà nutritive o sicurezza microbiologica dell’alimento.

Genetica e pigmenti: l’origine del colore del guscio

La formazione del guscio avviene nell’ovidotto della gallina ed è composta prevalentemente da carbonato di calcio. La colorazione finale dipende esclusivamente dal patrimonio genetico della razza, che deposita pigmenti specifici durante l’ultima fase del processo.

La protoporfirina IX conferisce le classiche sfumature marroni tipiche di razze come le Marans. Al contrario, la biliverdina produce le tinte verdi e azzurre caratteristiche delle galline Araucana, mentre la razza Livornese depone uova dal guscio completamente bianco.

La differenza tra colore del guscio e colore del tuorlo

La dieta dell’animale non altera minimamente il colore del guscio. Al contrario, l’alimentazione determina in modo diretto l’intensità cromatica del tuorlo.

La presenza di mais, erba fresca o mangimi arricchiti con carotenoidi rende il tuorlo più arancione, senza però modificarne automaticamente il valore nutrizionale complessivo.

I falsi miti su freschezza, sapore e robustezza

A parità di alimentazione e allevamento, le uova bianche e marroni contengono la medesima quota di proteine ad alto valore biologico, grassi, vitamine e sali minerali. Anche l’eventuale differenza di sapore dipende unicamente dalla dieta della gallina e dall’accesso al pascolo.

Uova bianche o marroni: cosa rivela il codice da 0 a 3 stampato sul guscio

Non sussiste alcuna correlazione tra la tinta del guscio e la sua consistenza. Lo spessore è legato all’età e alla salute della gallina: gli esemplari più giovani producono strutture più resistenti, indipendentemente dal pigmento.

La normativa europea fissa la scadenza delle uova di categoria A a 28 giorni esatti dalla deposizione. Il colore non garantisce una maggiore durata né una freschezza superiore.

Come leggere il codice di tracciabilità sul guscio

Il parametro decisivo per valutare l’alimento è la sequenza alfanumerica impressa direttamente sul guscio. Il primo numero indica la tipologia di allevamento:

  • 0: biologico, con accesso all’aperto e mangimi controllati
  • 1: all’aperto, con ampi spazi esterni per gli animali
  • 2: a terra, all’interno di capannoni chiusi senza gabbie
  • 3: in gabbia, con spazi confinati

Studi comparativi evidenziano che le uova con codice 0 e 1, provenienti da galline con accesso al pascolo, mostrano concentrazioni più elevate di omega-3 e vitamine A ed E.

La sigla successiva identifica il Paese di origine (IT per l’Italia), seguita dal codice ISTAT del comune e dalla provincia dell’allevamento, permettendo di verificare l’intera filiera locale.

A livello domestico, le uova vanno tenute nella loro confezione in frigorifero senza essere lavate prima dell’uso, operazione che distruggerebbe la cuticola naturale aprendo la via ai batteri.

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