I genitori l’avevano supplicata di non salire su quel treno. Sapevano che a Firenze la situazione con l’ex compagno era insostenibile, ma Lorena Isceri era convinta di poter gestire la crisi senza ricorrere alle forze dell’ordine.
Il 28 agosto la donna ha salutato Squinzano, il comune salentino in cui era cresciuta e dove tornava ogni anno. Ventiquattro ore prima era ancora al mare con gli amici di sempre sotto l’ombrellone, per quella che si è rivelata l’ultima fotografia della sua vita.
La carriera costruita da sola e il rientro estivo in Puglia
A ricostruire le ultime settimane della 45enne è Andrea De Marco, 41 anni, dipendente pubblico e amico fraterno di Danilo, il fratello della vittima. Lorena aveva studiato a Bari e a Bologna prima di stabilirsi in Toscana, dove lavorava per un’azienda di farmaci veterinari e aveva da poco comprato casa.
Durante l’estate era rimasta in Puglia per circa un mese e mezzo lavorando da remoto. Tra la famiglia e le vecchie abitudini aveva cercato una pausa dal clima pesante che si era creato nell’ultimo periodo a Firenze.
In palestra aveva conosciuto Federico Vella, personal trainer di nove anni più giovane. La relazione era rimasta riservata: la famiglia di Lorena lo conosceva solo attraverso rapide videochiamate e l’uomo non era mai stato presentato ufficialmente a Squinzano.
La rottura a luglio e l’inizio delle persecuzioni
Le prime crepe nel legame sono comparse tra fine aprile e maggio, quando Lorena ha scoperto di essere stata tradita dal compagno. Nonostante un tentativo di salvare la relazione con un viaggio in Grecia a fine luglio, al rientro ha deciso di chiudere definitivamente la storia.
Da quel momento l’atteggiamento dell’uomo è mutato radicalmente. Vella ha iniziato a seguirla fin sotto casa e a tempestarla di messaggi, incapace di accettare la fine della convivenza e alternando momenti di apparente dolcezza ad accessi d’ira.
Il filmato social e il rifiuto di denunciare
Il 12 agosto, mentre Lorena si trovava già al sicuro nel Salento da una decina di giorni, l’ex ha pubblicato sui propri profili social un montaggio video con i loro momenti insieme, scrivendo: «Sarò tuo anche se non posso più esserlo».
I familiari e gli amici le avevano suggerito a più riprese di sporgere denuncia per stalking. La donna rifiutava l’idea di rivolgersi ai carabinieri, convinta di poter risolvere il problema con il dialogo e senza trascinare la vicenda sul piano legale.
La notizia dell’omicidio e il silenzio della famiglia
La notizia del delitto è arrivata a Squinzano mentre Danilo e Andrea stavano andando allo stadio per seguire la partita della squadra locale. La telefonata delle forze dell’ordine ha gelato la famiglia.
Il padre della donna, Franco, è sceso in strada disperato subito dopo aver appreso la dinamica dell’aggressione. La madre e il fratello Danilo hanno raggiunto il capoluogo toscano per il riconoscimento della salma in vista dell’autopsia e per ottenere il nulla osta per riportare il feretro in Puglia.
I familiari hanno già fatto sapere di non voler avere alcun tipo di contatto con i parenti dell’omicida.

