Luca Bellotti lascia Vannacci dopo 5 mesi: “La remigrazione costa 20mila euro a persona ed è irrealizzabile”
L’esperienza di Luca Bellotti all’interno del progetto politico di Roberto Vannacci si è chiusa dopo soli cinque mesi. L’ex sottosegretario al Lavoro nel quarto governo Berlusconi ha riconsegnato la tessera di Futuro Nazionale, parlando di proposte impraticabili e di una deriva lontana dai valori fondanti della destra di governo.
Bellotti, figura storica della politica polesana con tre legislature alle spalle e un passato come capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione Agricoltura, aveva aderito ad aprile. Nella provincia di Rovigo la sua adesione aveva favorito l’ingresso di oltre 500 persone nel movimento.
I motivi dello strappo tra Bellotti e il movimento
Nella lettera inviata a Vannacci, Bellotti ha chiarito la frattura politica ed etica con la linea espressa dai vertici. La critica investe l’atteggiamento verso l’esecutivo nazionale e la gestione della comunicazione pubblica.
«Negli ultimi tempi sembra quasi che la destra sia nata dalla testa di Vannacci», ha spiegato l’ex deputato, mettendo in guardia dal rischio di trasformare l’iniziativa in un «Grillo 2» e ribadendo la necessità di non indebolire la maggioranza di governo.
La frattura sui valori e lo scontro sull’integrazione
La distanza si è manifestata in modo marcato sui temi sociali. Bellotti sostiene una linea severa contro l’immigrazione clandestina, ma rifiuta la radicalizzazione priva di pragmatismo.

Uno dei primi contrasti ha riguardato l’ipotesi di realizzare uno spazio cimiteriale islamico a Rovigo. Bellotti ha difeso il principio della pietas e il rispetto verso i defunti di fedi diverse, richiamando la tradizione culturale classica.
I conti economici della remigrazione
Un passaggio centrale dell’addio riguarda la remigrazione, cavallo di battaglia dell’area vannacciana, definita da Bellotti pura utopia finanziaria e sociale.
«Reimmigrare costa tra i 15 e i 20mila euro a persona. Vorrebbe dire mettere sul tavolo l’equivalente di due manovre finanziarie», ha dichiarato Bellotti, sottolineando l’assurdità di ignorare la presenza consolidata di lavoratori stranieri essenziali per imprese e assistenza alle famiglie.
Dal Centro Studi Rinascimento Nazionale, il presidente Luca Sforzini ha invitato l’ex sottosegretario a riconsiderare l’abbandono, definendo le sue motivazioni legittime e meritevoli di ascolto. Bellotti ha comunque confermato l’irrevocabilità della sua decisione.
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