Una striscia oleosa lunga 28 chilometri ha attraversato l’hinterland milanese, partendo da Magenta fino a raggiungere la Darsena di Milano. Lo sversamento registrato nel Naviglio Grande ha imposto una massiccia mobilitazione dei servizi di tutela ambientale, portando già alla rimozione di circa 500 tonnellate di rifiuti.
Quasi 40 mezzi operativi sono stati dislocati lungo l’asta del canale per contenere l’emergenza. Sul fronte giudiziario, la Procura di Milano ha avviato un fascicolo d’inchiesta mentre gli inquirenti seguono con insistenza la pista dell’azione intenzionale.
La scia da Magenta alla Darsena e il piano di bonifica
L’allarme è scattato con la comparsa delle prime macchie scure lungo il corso d’acqua. Per bloccare l’avanzata delle sostanze inquinanti sono state posizionate panne assorbenti e dighe galleggianti a protezione di snodi strategici come Abbiategrasso, Corsico e Buccinasco.
La ditta incaricata degli interventi d’urgenza ha avviato una fase operativa mirata a separare l’acqua dagli idrocarburi tramite impianti dedicati. L’intervento prevede il recupero e la valorizzazione delle componenti liquide anziché il loro semplice smaltimento.
Caccia alle autobotti e indagini della Procura
I rilievi tecnici sono affidati all’Arpa, impegnata nell’analisi chimica dei campioni prelevati per identificare l’esatta composizione del materiale sversato. I dati raccolti confluiranno direttamente nel fascicolo aperto dai magistrati milanesi.
Le verifiche sui varchi comunali
Le forze dell’ordine concentrano l’attenzione sulle registrazioni degli impianti di videosorveglianza distribuiti su 14 comuni dell’asse interessato. L’obiettivo è tracciare i passaggi sospetti di veicoli industriali e cisterne nelle ore compatibili con l’inizio della fuoriuscita.

Il vicesindaco di Magenta, Simone Gelli, ha confermato che l’analisi temporale punta a stabilire con esattezza il punto di immissione. Le autorità ritengono plausibile che il liquido sia stato scaricato deliberatamente nella rete idrica.
Le operazioni di bonifica e contenimento delle chiazze oleose lungo il corso d’acqua.
L’impatto su flora e fauna lungo il canale
Secondo quanto riferito da Claudio De Paola, direttore generale del Parco del Ticino, il quadro ecologico attuale esclude danni permanenti o irreversibili al bacino. Le verifiche condotte dal Consorzio Est Ticino Villoresi hanno certificato che la fauna ittica non è risultata compromessa.
I tecnici di Cap Holding mantengono attive le ispezioni straordinarie sugli impianti fognari e di scolo attraverso l’impiego di robot filoguidati. Se nell’area di Magenta l’allarme risulta rientrato, su Milano le operazioni di ripulitura richiederanno ulteriori giorni di lavoro.
Alcuni esemplari della fauna avicola sono stati soccorsi dal personale veterinario: tra questi, un cigno e una tortora sono stati tratti in salvo ricoperti di sostanze oleose dopo l’esposizione diretta all’idrocarburo galleggiante.


