Nel 2025 omicidi giù del 15%, ma i femminicidi del partner restano fermi a 62: i dati

Nel 2025 omicidi giù del 15%, ma i femminicidi del partner restano fermi a 62: i dati
Nel 2025 omicidi giù del 15%, ma i femminicidi del partner restano fermi a 62: i dati

Il rapimento per strada, le violenze fisiche, la reclusione nel bagagliaio e la morte violenta di Lorena Isceri rappresentano l’episodio più recente di uno schema ricorrente. I contesti e i profili anagrafici cambiano, ma la violenza mortale esercitata da partner o ex partner mostra una continuità strutturale.

Nel 2025 gli omicidi complessivi consumati in Italia sono scesi da 335 a 286, segnando un calo del 15%. Nello stesso arco temporale le donne assassinate sono passate da 118 a 97, registrando una flessione del 18%.

La diminuzione generale non si estende però ai delitti commessi all’interno della relazione di coppia. Per il secondo anno consecutivo, esattamente 62 donne sono state uccise dal partner o dall’ex partner.

Il calo generale dei delitti e l’eccezione delle relazioni intime

I dati del ministero dell’Interno documentano una riduzione degli omicidi in ambito familiare o affettivo, scesi da 158 a 128 casi complessivi. In questo perimetro le vittime femminili sono passate da 101 a 85.

La tendenza cambia quando si isolano i casi riconducibili a compagni ed ex compagni. Il totale degli eventi delittuosi è passato appena da 72 a 71, mentre le vittime donne sono rimaste bloccate a quota 62.

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Dati del Viminale sugli omicidi con vittime donne in ambito familiare e affettivo

Nel 2024 il tasso di donne uccise da partner o ex partner era pari a 0,21 ogni centomila donne. Tra gli uomini, la quota esposta alla medesima violenza letale si è fermata allo 0,03 per centomila.

I criteri di calcolo tra Viminale e Istat

La quantificazione del fenomeno si basa su due canali istituzionali distinti. Il Viminale registra tutte le vittime femminili e classifica i delitti in base alla relazione formale, distinguendo l’ambito familiare e quello di coppia.

L’Istat elabora invece la stima dei presunti femminicidi integrando i dati della direzione centrale della polizia criminale con i parametri definiti dall’Onu. L’istituto analizza il movente, le dinamiche di prevaricazione, il contesto dell’aggressione e le modalità esecutive.

Daniele Tempera
Daniele Tempera

Sul piano normativo, dal 17 dicembre 2025 è entrata in vigore la legge 181/2025. Il provvedimento ha introdotto l’articolo 577-bis del codice penale, disponendo l’ergastolo per chi cagiona la morte di una donna per motivi di odio, discriminazione, possesso o a seguito del rifiuto di una relazione affettiva.

La stabilità della serie storica: cento vittime l’anno

Le rilevazioni storiche dell’Istat attestano che il numero delle vittime non registra contrazioni consolidate nel medio periodo. Nel 2019 i presunti femminicidi erano 101 su 111 donne assassinate, per poi salire a 106 nel 2020 e attestarsi a 104 nel 2021.

Nel 2022 i casi sono stati 105, scesi a 96 nel 2023 e risaliti a 106 nel 2024. A fronte del netto calo degli omicidi con vittime maschili registrato negli ultimi decenni, i delitti contro le donne mostrano un andamento lineare.


Rilevazione statistica sui casi di omicidio commessi da partner ed ex partner

Nel 2024 i presunti femminicidi hanno rappresentato 106 casi sui 116 omicidi con vittima donna, pari a oltre nove episodi su dieci. Tra questi, 62 sono stati commessi dal partner o dall’ex partner e 37 da un parente.

Nelle aggressioni di coppia del 2024, in 61 casi su 62 l’autore era un uomo. Quasi la metà delle vittime italiane è stata uccisa dal compagno o dall’ex compagno, percentuale che sale al 68% tra le donne straniere.

Il perimetro familiare e le conseguenze sui minori

La violenza letale colpisce anche al di fuori della relazione di coppia. Nel 2024 sono state 37 le donne assassinate da altri familiari, con 30 delitti commessi da uomini.

Tra le persone di età pari o superiore a 75 anni, il 48,4% delle vittime complessive è stato ucciso da un parente diverso dal compagno. L’Istat ha registrato l’accanimento sul corpo della vittima in 61 omicidi consumati nella sfera familiare e in tutti i sette casi compiuti da terzi.

Nel 2024 i delitti avvenuti nella coppia hanno provocato 25 orfani minorenni. Diciassette minori hanno perso anche il padre, suicidatosi dopo il crimine, mentre sette femminicidi si sono consumati all’interno di stragi familiari plurime.

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