La pressione della diplomazia internazionale attorno al programma atomico di Teheran raggiunge un nuovo snodo cruciale. Il Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha approvato il deferimento ufficiale dell’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il provvedimento contesta alla Repubblica Islamica il mancato rispetto degli obblighi internazionali in materia nucleare. Il testo della risoluzione è passato con 23 voti favorevoli, 8 astenuti e 3 voti contrari, espressi da Russia, Cina e Niger.
Gli ispettori dell’Aiea non hanno più accesso agli impianti iraniani dal giugno 2025, in seguito alle incursioni aeree sferrate da Stati Uniti e Israele contro i siti sensibili del Paese.
Donald Trump e Benjamin Netanyahu
Lo scontro diplomatico e le richieste dell’Agenzia
Il mandato approvato mercoledì 9 settembre impone al direttore generale Rafael Grossi di trasmettere formalmente gli atti al Palazzo di Vetro. Il dossier conterrà la nuova risoluzione, i due atti precedenti e l’ultimo rapporto tecnico stilato dall’organismo internazionale.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere attraverso le dichiarazioni del rappresentante permanente presso l’Onu, Reza Najafi, che ha bollato l’intera operazione come uno strumento puramente politico.
Najafi ha specificato ai cronisti che la cooperazione iraniana con gli ispettori proseguirà unicamente entro i limiti imposti dalle circostanze e dai requisiti di sicurezza nazionale.
Donald Trump e Joseph Aoun
L’asse Mosca-Pechino-Teheran contro l’iniziativa occidentale
In una dichiarazione congiunta, Cina, Russia e Iran hanno rigettato il deferimento al Consiglio di Sicurezza, definendolo privo di basi giuridiche e destinato ad acuire le tensioni nell’area.
I tre Paesi sostengono che il provvedimento contraddica l’impegno verso la risoluzione diplomatica annunciato dai promotori. Nello specifico, le accuse sono rivolte a Washington e a tre capitali europee, indicate come le artefici di un’azione a movente politico.
Il nodo degli attacchi agli impianti
Secondo la posizione ufficiale del governo iraniano, l’interruzione delle verifiche dell’Aiea deriva direttamente dai raid aerei condotti da caccia statunitensi e israeliani.
Teheran imputa a tali operazioni militari l’impossibilità oggettiva di garantire l’accesso sicuro dei tecnici internazionali alle infrastrutture atomiche colpite.
Donald Trump e Mohammed bin Salman
Donald Trump e Kim Jong-Un





