Orti di via Goito a Livorno: il Comune ottiene l’80% dell’area, costruzioni solo sull’1,83%

Area degli orti urbani di via Goito a Livorno
L'area verde di via Goito a Livorno al centro del confronto tra Comune, acquirente e residenti.

Il piano di riqualificazione per gli orti urbani di via Goito a Livorno entra nella fase operativa dopo l’aggiudicazione all’asta dell’area alla ditta Frangerini. Il Comune ha definito i vincoli stringenti per lo sviluppo del progetto urbanistico.

L’intesa prevede il passaggio immediato a patrimonio pubblico dell’80% dell’intero appezzamento. L’amministrazione comunale intende garantire la tutela del polmone verde attraverso una pianificazione condivisa con la cittadinanza.

Orti urbani di via Goito
L’area degli orti urbani di via Goito a Livorno.

Il piano per l’area: verde pubblico e cantieri esterni

L’intervento costruttivo sarà limitato a tre cantieri posizionati all’esterno del perimetro principale per minimizzare l’impatto sul contesto circostante. L’amministrazione punta ad acquisire anche la restante quota non edificata di proprietà privata.

Il sindaco Luca Salvetti ha ribadito la linea dell’esecutivo locale: “Siamo dalla parte dei livornesi per unire salvaguardia del territorio, sostenibilità e rispetto delle norme”. L’area risulta di proprietà privata e occupata da circa 14 anni, con diritti edificatori formalizzati nel 1999.

I numeri dell’edificazione

L’impronta a terra degli edifici coprirà l’1,83% della superficie totale. Includendo parcheggi e pertinenze, la quota interessata dai lavori non supererà il 3-4% del terreno.

All’interno della porzione pubblica ceduta gratuitamente al Comune troveranno spazio nuovi orti urbani destinati ad attività sociali e progetti didattici per le scuole.

Orti di via Goito a Livorno: il Comune ottiene l'80% dell'area, costruzioni solo sull'1,83%

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Il sindaco di Livorno Luca Salvetti durante una conferenza stampa.

La trattativa con l’acquirente e i costi per il Comune

Il sindaco ha respinto le accuse relative a preventivi accordi con l’impresa edile, precisando di aver incontrato Frangerini solo dopo la conclusione dell’asta il 27 agosto. Durante l’incontro è stata avanzata la richiesta di trasferire subito a Palazzo Civico l’80% del terreno.

L’eventuale esproprio dell’intera superficie avrebbe richiesto una spesa compresa tra 4 e 5 milioni di euro. L’amministrazione ha escluso questa strada per evitare pesanti ripercussioni sul bilancio destinato a servizi sociali ed edilizia scolastica.

È stata scartata anche la traslazione degli indici edificatori su altri lotti comunali, operazione non compatibile con le norme vigenti e con i vincoli delle procedure a evidenza pubblica.

La mobilitazione del Comitato e la protesta del 5 settembre

Il Comitato a difesa degli orti ha organizzato un incontro con la stampa per contestare la versione dell’amministrazione e denunciare il rischio di un consumo di suolo dannoso per il quartiere. I portavoce dei cittadini hanno annunciato nuove azioni di contrasto.

Il calendario delle iniziative prevede una manifestazione cittadina per il 5 settembre, indetta per chiedere il blocco definitivo dei cantieri nell’area verde.

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