Per Elvis Presley la tenuta di Memphis rappresentava molto più di una lussuosa proprietà acquistata al culmine del successo. Graceland è stata il suo quartier generale per due decenni, il rifugio privato in cui vivere con la famiglia e ritirarsi tra sessioni di registrazione, set cinematografici e tournée.
Le origini del complesso risalgono a ben prima dell’arrivo della star del rock. L’area faceva originariamente parte di una fattoria di oltre 200 ettari appartenuta alla famiglia di S.C. Toof, battezzata Graceland in onore di Grace, uno dei membri del nucleo familiare.
La storica residenza di Graceland a Memphis.
Nel 1939 la nipote di Grace, Ruth Brown Moore, e il marito Thomas Moore costruirono la villa vera e propria. Diciotto anni dopo, la storia dell’edificio si legò per sempre a quella della musica mondiale.
L’acquisto nel 1957 e la vita familiare
Elvis Presley aveva solo 22 anni quando, nel marzo del 1957, acquistò Graceland per 102.500 dollari. Il cantante scelse la tenuta per accogliere i genitori e la nonna paterna Minnie Mae, reduce da un anno straordinario scandito da hit discografiche, apparizioni televisive e il debutto a Hollywood.
La famiglia si trasferì nel mese di maggio, mentre Elvis vi dormì per la prima volta nel giugno del 1957. Negli anni la residenza ha ospitato anche il matrimonio con Priscilla nel 1967 e la nascita della figlia Lisa Marie nel 1968, diventando il punto di ritrovo abituale per la cerchia ristretta di collaboratori e amici del cantante.
Le stravaganze architettoniche: dalla Jungle Room alla sala TV
Durante i vent’anni trascorsi nella villa, Presley modificò radicalmente gli spazi interni per adattarli ai propri gusti eccentrici. L’ambiente più celebre rimane la Jungle Room, allestita con moquette verde a pelo lungo, massicci mobili in legno intagliato e una cascata d’acqua interna perfettamente funzionante.
Un’altra area iconica è la sala televisiva nel seminterrato. Ispirandosi all’abitudine dell’allora presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson di monitorare simultaneamente i notiziari delle principali reti nazionali, Elvis fece installare tre televisori affiancati per guardarli nello stesso istante.
Gli oltre venti ambienti del piano terra comprendono la sala da pranzo, la cucina, la sala biliardo e la stanza della musica, rimaste pressoché intatte rispetto all’arredamento originale degli anni Settanta.
Il piano superiore e la custodia della memoria
Il 16 agosto 1977 Elvis Presley morì a Graceland all’età di 42 anni. La salma riposa nel Meditation Garden adiacente alla villa, accanto ai membri della sua famiglia, in quello che è oggi uno dei punti più visitati dell’intero complesso.
Il secondo piano dell’edificio, che ospita la camera da letto padronale e la stanza da bagno in cui l’artista perse la vita, non è mai stato aperto ai visitatori. La famiglia ha mantenuto l’area rigorosamente interdetta al pubblico per tutelare l’intimità del luogo.
La trasformazione in museo da oltre 20 milioni di visitatori
Dopo la scomparsa del cantante, la gestione finanziaria della proprietà divenne critica: le spese vive di manutenzione e le imposte fondiarie superavano il mezzo milione di dollari all’anno. Priscilla Presley e gli esecutori testamentari decisero di rendere la casa accessibile al pubblico per coprire i costi e preservare l’eredità artistica.
Il 7 giugno 1982 Graceland aprì ufficialmente le porte ai primi 3.000 visitatori. Il 7 novembre 1991 la struttura è stata formalmente iscritta nel National Register of Historic Places degli Stati Uniti, ricevendo il riconoscimento ufficiale dal National Park Service per l’impatto culturale esercitato dalla figura di Presley.
Dalla prima apertura a oggi oltre 20 milioni di persone hanno visitato la tenuta, che comprende anche padiglioni dedicati alla collezione di automobili, costumi di scena e aeromobili privati, tra cui il celebre jet passeggeri Lisa Marie.


