Sassonia-Anhalt, il leader AfD al 41% usa lo scooter Ddr: insorge la famiglia ebrea Simson

Sassonia-Anhalt, il leader AfD al 41% usa lo scooter Ddr: insorge la famiglia ebrea Simson
Sassonia-Anhalt, il leader AfD al 41% usa lo scooter Ddr: insorge la famiglia ebrea Simson

Ulrich Siegmund, 36 anni, ha raggiunto il seggio elettorale di Tangermünde in sella a un ciclomotore celeste Simson, iconico modello prodotto nell’ex Repubblica Democratica Tedesca. Il candidato di Alternative für Deutschland punta a rompere gli equilibri politici della Sassonia-Anhalt trasformando un mezzo d’epoca nel manifesto della propria corsa elettorale.

I sondaggi accreditano l’esponente di ultradestra al 41% dei consensi, una quota che stacca la Cdu del presidente uscente Sven Schulze e apre la strada a un governo monocolore. Sarebbe la prima volta che l’AfD conquista la guida dell’esecutivo in un Land tedesco.

La leva della Ostalgie nelle piazze

La campagna elettorale di Siegmund ha sfruttato a fondo la cosiddetta Ostalgie, il sentimento di appartenenza legato all’identità della Germania orientale prima della caduta del Muro. Il candidato ha attraversato le province del Land organizzando cortei di motociclisti, culminati con il raduno di circa 5.000 persone registrato a Quedlinburg.

Sopravvissuto alla fine della Ddr, il marchio Simson ha consolidato nel tempo un forte valore simbolico tra le generazioni locali. Per molti cittadini rappresenta il ricordo della prima giovinezza, dei viaggi verso il lago e dei lavori manuali condivisi in famiglia.

La riscrittura politica dell’identità orientale

L’AfD ha trasformato il ciclomotore in una metafora di libertà individuale e di coesione comunitaria passata. La propaganda del partito spinge sull’idea che non tutto ciò che apparteneva all’Est fosse negativo, contestando apertamente la superiorità del modello occidentale introdotto dopo la riunificazione.

La ferma opposizione dei discendenti Simson

L’impiego del marchio ha provocato la reazione diretta degli eredi della storica fabbrica. La famiglia Simson, di origine ebraica, venne perseguitata ed espropriata dal regime nazionalsocialista nel 1936, prima di essere costretta all’esilio negli Stati Uniti.

Il portavoce Dennis Baum ha ribadito che la famiglia respinge qualsiasi associazione con l’AfD, rifiutando che il proprio cognome sia strumentalizzato per veicolare messaggi ostili verso immigrati, minoranze etniche o comunità sessuali.

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