Il venticinquenne **Sean Michieli** è deceduto in ospedale dopo il tragico scontro tra un barchino e un taxi acqueo avvenuto poco prima delle sei del mattino, mentre la moglie ventiseienne **Gabriela Querino** risulta dispersa nella **Laguna di Venezia**. I medici della terraferma hanno confermato il decesso del giovane al termine delle sei ore previste dall’iter formale di accertamento clinico, lasciando la comunità lagunare con il fiato sospeso per la sorte della compagna.
La coppia, sposata da soli tre mesi, era partita dall’isola di Burano per fare rifornimento di esche. La collisione con il taxi si è consumata nelle vicinanze dell’isola di Tessera, a brevissima distanza dall’aeroporto del capoluogo veneto, in condizioni di visibilità estremamente critiche.
Inizialmente c’erano dubbi sull’effettiva presenza della donna sull’imbarcazione, ma il recupero del relitto da parte dei soccorritori ha confermato elementi inequivocabili che ne attestano la presenza a bordo.
Dinamica dell’impatto e le indagini della Procura di Venezia
La **Procura di Venezia** ha aperto un fascicolo giudiziario che contempla l’ipotesi di reato legata all’articolo 589 bis del codice penale, norma che disciplina l’omicidio stradale e l’omicidio nautico. Ricostruire con esattezza scientifica la traiettoria e i punti di contatto dei due scafi resta un compito particolarmente complesso per gli inquirenti.
L’unico testimone oculare diretto dell’accaduto è infatti il conducente del taxi acqueo. Lo schianto si è verificato nel buio che precede l’alba, aggravato dalla tipica nebbia lagunare e dall’assenza totale di telecamere di videosorveglianza in quel tratto di canale aperto.
L’applicazione dell’articolo 589 bis
L’inquadramento normativo punta a verificare l’eventuale condotta colposa alla guida dei natanti coinvolti. Gli investigatori dell’Arma dei **Carabinieri** stanno raccogliendo ogni traccia meccanica sul relitto recuperato per verificare il funzionamento dei motori e la conformità delle segnalazioni luminose al momento dell’urto.
Nelle indagini sui sinistri nautici notturni, l’assenza di riferimenti visivi registrati impone un’analisi millimetrica dei danni strutturali sui relitti per stabilire angoli di impatto e velocità di navigazione.
Le difficoltà delle ricerche tra fondali limacciosi e maree
Molti ritengono che condurre ricerche in una laguna chiusa sia più semplice rispetto al mare aperto per l’assenza di moto ondoso imponente. La realtà operativa, al contrario, presenta ostacoli tecnici perfino maggiori: i fondali lagunari sono marcatamente limacciosi, con particelle di fango che azzerano la visibilità subacquea nel raggio di pochi centimetri.
A complicare ulteriormente il quadro intervengono le costanti escursioni di marea, che muovono le masse d’acqua tra canali profondi e barene poco accessibili. I **Vigili del fuoco** hanno mobilitato un imponente dispositivo di soccorso per perlustrare la zona palmo a palmo:

- Sommozzatori appartenenti al nucleo regionale specializzato
- Elicottero per la ricognizione termica e visiva dall’alto
- Moto d’acqua operative sui bassi fondali e vicino alle rive
- Motovedette di supporto per delimitare l’area delle operazioni
Le ricerche sono state temporaneamente sospese con il calare del buio e riattivate alle prime luci del giorno successivo, confermando quanto l’ambiente lagunare richieda protocolli d’intervento estremamente rigidi.
| Elemento del sinistro | Dettaglio accertato |
|---|---|
| Localizzazione | Largo dell’isola di Tessera, quadrante aeroportuale |
| Mezzi coinvolti | Barchino da pesca tradizionale e taxi acqueo |
| Autorità inquirente | Procura della Repubblica di Venezia |
| Ipotesi di reato | Articolo 589 bis c.p. (omicidio nautico) |
Una dolorosa ferita familiare che si ripete dopo diciannove anni
Per la famiglia Michieli, legata da generazioni alla pesca a Burano, il dramma rinnova una memoria dolorosa legata allo stesso specchio acqueo. Nel 2007 lo zio del giovane, Endrius Michieli, morì a soli diciannove anni in un incidente analogo a bordo del proprio barchino.
Quello scontro avvenne a ridosso delle Fondamente Nove, di fronte all’isola cimiteriale di San Michele, dopo la collisione con una bettolina per il trasporto di carburante durante un violento temporale con raffiche di vento. A distanza di diciannove anni, le acque lagunari sono tornate a essere il teatro di una tragedia che tocca profondamente la comunità veneziana.
💚 La comunità di Burano si stringe attorno ai familiari colpiti da questa drammatica perdita.
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