L’accertamento di morte cerebrale per Sean Michieli, il venticinquenne di Burano ricoverato in condizioni disperate all’ospedale dell’Angelo di Mestre, si è concluso ufficialmente dopo sei ore continue di osservazione ed esami clinici. Il giovane pescatore non è sopravvissuto ai gravissimi traumi riportati nel violento incidente nautico Venezia che ha visto coinvolto il suo barchino e un taxi acqueo. Nel contempo, l’attenzione dei soccorritori rimane concentrata sul destino della moglie, la ventiseienne Gabriella Querino, inghiottita dalle acque al momento dell’impatto e tuttora irreperibile.
Il violento scontro ha provocato al ragazzo lesioni multiple devastanti, tra cui un esteso trauma cranico facciale che ha reso vano ogni tentativo chirurgico d’urgenza. Mentre il reparto di Rianimazione ha completato le procedure di legge per la constatazione del decesso, l’intero specchio d’acqua lagunare teatro della collisione è diventato il centro di una complessa operazione di soccorso coordinata.
Cosa prevede il protocollo medico per l’accertamento del decesso?
La commissione medica riunita presso l’ospedale di Mestre ha condotto l’iter diagnostico rigoroso previsto dalla normativa sanitaria italiana. Questo passaggio si attiva in presenza di lesioni cerebrali irreversibili e impone un periodo di monitoraggio strumentale ininterrotto.
La procedura di accertamento di morte con criteri neurologici richiede la verifica simultanea della cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, eseguita collegialmente da specialisti per almeno sei ore consecutive.
I sanitari hanno verificato l’assenza di riflessi del tronco encefalico, l’assenza di respiro spontaneo e il silenzio elettrico cerebrale, documentando formalmente la fine clinica della vita del giovane.
Le ricerche di Gabriella Querino: la mobilitazione tra correnti e canali
Parallelamente alla tragedia ospedaliera, le squadre di soccorso stanno setacciando ogni metro di fondale e secca lagunare per individuare Gabriella Querino. La coppia si era sposata tre mesi fa e condivideva regolarmente le uscite di pesca, attività a cui Michieli si dedicava come pescatore di vongole.
Le perlustrazioni vedono impegnati diversi reparti specializzati:
- Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco di Venezia, attivo per monitorare dall’alto l’estensione del bacino e identificare anomalie in superficie;
- Nucleo Sommozzatori giunti da Vicenza, impegnati in immersioni sistematiche nei canali più profondi;
- Pattuglie a bordo di natanti operativi e moto d’acqua per raggiungere rapidamente bassifondi e barene;
- I militari dell’Arma dei Carabinieri a supporto delle operazioni e dei rilievi investigativi.
Le attività subacquee rimangono ostacolate dalla scarsa visibilità sottomarina tipica della laguna e dal moto delle correnti di marea, fattori che complicano la scansione precisa del fondale.
La certezza della presenza a bordo
Sebbene la giovane risulti ancora dispersa, gli inquirenti considerano certo che si trovasse sul barchino al momento dello scontro. La conferma deriva sia dalle testimonianze dei familiari, sia dal recupero del relitto dell’imbarcazione avvenuto poche ore dopo il sinistro: all’interno del mezzo affondato sono stati repertati oggetti personali direttamente riconducibili a lei.

Miti e realtà sui soccorsi in laguna aperta
Spesso si ritiene che le acque lagunari, per via della profondità ridotta rispetto al mare aperto, rendano le operazioni di ricerca immediate e prive di particolari ostacoli tecnici. La realtà operativa, invece, presenta criticità estreme legate all’ecosistema di canali e barene.
| Convinzione diffusa | Realtà operativa dei soccorsi |
|---|---|
| Profondità basse facilitano il rapido ritrovamento a vista | I sedimenti sollevati dalle maree azzerano la visibilità ottica a pochi centimetri |
| Il relitto trattiene sempre tutti gli occupanti del natante | La violenza d’urto e le forti correnti di canale disperdono rapidamente i corpi a distanza |
L’inchiesta sulla dinamica e il precedente familiare
I Carabinieri stanno svolgendo le verifiche di rito sul conducente del taxi acqueo coinvolto nell’impatto, sottoposto agli accertamenti tossicologici e legali previsti per ricostruire la velocità dei mezzi, le rotte seguite e le eventuali precedenze nautiche violate.
La drammatica vicenda riapre una ferita mai rimarginata per la comunità di Burano e per la famiglia Michieli. Nel 2007, infatti, lo zio diciannovenne di Sean perse la vita in un analogo incidente nautico avvenuto lungo il perimetro delle Fondamente Nuove.
💚 La comunità lagunare si stringe nel dolore intorno alle famiglie colpite da questo gravissimo lutto.
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