Solo l’11,6% dei piani climatici in 25 grandi città europee punta davvero sul verde

Solo l'11,6% dei piani climatici in 25 grandi città europee punta davvero sul verde
Solo l'11,6% dei piani climatici in 25 grandi città europee punta davvero sul verde

Ridurre le emissioni climalteranti non basta più a invertire la rotta nel breve periodo. Le ondate di calore e i nubifragi impongono alle metropoli di ripensare in fretta i propri spazi, ma la natura resta ai margini dei progetti concreti.

Uno studio condotto dall’Università Martin Lutero di Halle-Wittenberg insieme all’Università Justus Liebig di Giessen ha analizzato i piani d’azione di 25 grandi città e capitali del continente. I risultati rivelano un ritardo evidente nella pianificazione di parchi e alberature.

Simone Valesini
Simone Valesini

I numeri della ricerca: 2.500 misure al microscopio

L’indagine, pubblicata sulla rivista scientifica Progress in Disaster Science, ha catalogato circa 2.500 interventi contenuti nei documenti ufficiali degli enti locali. Su questo totale, appena l’11,6% prevede l’utilizzo diretto di vegetazione, alberi o spazi aperti permeabili.

Quasi tutte le amministrazioni inseriscono l’emergenza climatica tra i temi prioritari nei propri documenti programmatici. Il problema riguarda la direzione scelta dai decisori pubblici.

La quasi totalità dell’impegno economico e normativo si concentra infatti sulla mitigazione, ossia sul taglio della CO2. Viene trascurato l’adattamento pratico agli effetti del riscaldamento globale, destinati a persistere anche nell’eventualità di uno stop immediato ai combustibili fossili.

La funzione protettiva della vegetazione

Asfalto e cemento trasformano i quartieri ad alta densità abitativa in trappole termiche durante i mesi estivi. Allo stesso tempo, l’assenza di suolo drenante impedisce il deflusso delle precipitazioni intense.

Ombreggiamento e assorbimento delle piogge

Gli alberi abbassano la temperatura dell’aria attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, spezzando l’effetto “isola di calore”. I terreni permeabili funzionano come spugne che alleggeriscono la pressione sulle reti fognarie durante le alluvioni lampo.

Queste soluzioni basate sulla natura garantiscono una forte efficacia a fronte di costi operativi contenuti. I benefici ecologici e sanitari risultano ampiamente accertati dalla comunità scientifica.

I limiti della burocrazia urbana

La scarsa presenza del verde nei programmi comunali deriva soprattutto da criteri contabili e gestionali. Gli uffici tecnici continuano a privilegiare opere di ingegneria civile tradizionale o bandi per l’efficientamento energetico degli edifici, i cui parametri di rendimento sono più rapidi da calcolare rispetto alla manutenzione decennale di un bosco urbano.

Anche gli obiettivi fissati dall’Unione Europea, storicamente focalizzati sul controllo dei gas serra, hanno spinto i municipi a concentrare il budget quasi esclusivamente sulla riduzione dell’impronta carbonica.

La ricercatrice Victoria Dietze, coautrice dell’indagine per l’Università Justus Liebig di Giessen, ha segnalato che la quota di misure protettive contro i rischi climatici sta crescendo nei documenti più recenti. Le infrastrutture naturali ottengono maggiore attenzione rispetto al passato, ma la loro incidenza complessiva resta ancora marginale.

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