Sparatoria al rave di Aarau: 40 colpi sulla folla con un arsenale nascosto per 20 anni dall’ex cuoco militare

Killer di Aarau, indagini sull'arsenale dell'ex cuoco dell'esercito
L'area dell'ippodromo di Aarau dove è avvenuta la sparatoria durante il rave party.

Un fucile d’assalto AK-74, due pistole semiatomatiche (una Beretta e una Baikal) e centinaia di munizioni acquistate nel tempo a caro prezzo. Ha impiegato vent’anni per allestire un vero arsenale bellico il 43enne cittadino elvetico, ex cuoco dell’esercito, autore della sparatoria avvenuta all’esterno dell’ippodromo di Schachen ad Aarau, in Svizzera.

Killer di Aarau, cosa sappiamo sull’ex cuoco: “Vent’anni per costruirsi un’arsenale di fucili, Beretta, pistole e munizioni”
Killer di Aarau e le indagini sulla sparatoria all’ippodromo.

L’uomo ha aperto il fuoco contro una folla di circa 3.500 ragazzi che stavano lasciando un grande festival techno nella notte tra sabato e domenica. L’attacco ha provocato la morte della 22enne italiana Maria Spinelli e il ferimento di altri cinque giovani residenti in territorio elvetico.

L’agguato all’ippodromo di Schachen

I rilievi balistici confermano che l’assalitore ha esploso una quarantina di proiettili mirando direttamente al flusso di persone all’uscita della struttura. Per compiere la strage ha alternato il kalashnikov e la Beretta, mentre la Baikal è rimasta inserita nella fondina di scorta.

La vittima, Maria Spinelli, si era trasferita da tempo in Svizzera con l’obiettivo di costruirsi un percorso di vita indipendente. I cinque feriti sono stati immediatamente trasportati negli ospedali del cantone e non risultano in pericolo di vita.

Vent’anni per accumulare armi da guerra

L’ex militare ha agito da perfetto insospettabile, conservando un profilo del tutto anonimo e senza alcun precedente penale. Oltre agli acquisti clandestini di proiettili, l’uomo custodiva illegalmente l’equipaggiamento da riservista consegnatogli al termine della leva nel 2013.

Sparatoria al rave di Aarau: 40 colpi sulla folla con un arsenale nascosto per 20 anni dall'ex cuoco militare

Tutto il materiale bellico è stato recuperato dagli inquirenti all’interno dell’automobile dell’aggressore subito dopo il fermo.

Le indagini sul profilo e la resa nel Canton Giura

La caccia all’uomo coordinata dalle autorità elvetiche si è conclusa dopo 24 ore nel Canton Giura, dove il 43enne ha deciso di presentarsi spontaneamente alle forze dell’ordine. Agli agenti ha pronunciato soltanto le parole “sto male”, chiudendosi subito dopo in un ostinato mutismo.

Gli inquirenti escludono matrici terroristiche, ideologiche o collegamenti con l’estremismo politico: il festival musicale è stato individuato come bersaglio in modo casuale. La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio intenzionale, lesioni personali e violazione della legge sulle armi, disponendo una perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere.

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